La perdita di biodiversità e il collasso degli ecosistemi sono uno dei principali rischi ambientali che affronteremo nei prossimi anni: perché è importante tutelare la biodiversità?

Proteggere la biodiversità

Quante forme di vita ci sono sulla Terra? La risposta in realtà è che non lo sappiamo. 4 milioni? 400 milioni? Il dibattito tra gli scienziati è ancora aperto. Quello che però sappiamo è che delle specie ad oggi conosciute (tra i 1,5 e 1,8 milioni) ne scompaiono 50 ogni giornoCosa succede?

Cos’è la biodiversità? Ricchezza ed equilibri che rendono unico il nostro pianeta

Possiamo descrivere la biodiversità come la ricchezza delle forme di vita sulla Terra. La Convenzione ONU sulla Diversità Biologica definisce la biodiversità come la varietà e la variabilità degli organismi viventi e degli ambienti in cui essi vivono. 

Tutti pensiamo alla biodiversità come alla diversità di specie animali e vegetali, ed è così, ma è anche la variabilità genetica in una stessa specie (questo ci spiega, ad esempio, perché uno scoiattolo europeo può essere rosso fulvo, ma anche nero) e la diversità degli ecosistemi. 

Foreste, laghi, praterie, savane, barriere coralline, sono tutti ecosistemi, tutti molto diversi l’uno dall’altro e ognuno regolato da delicati equilibri naturali. La Terra è un luogo sorprendente per la ricchezza delle forme di vita che ospita: questa ricchezza è la fortuna di noi esseri umani.

Perché è importante la biodiversità? Come milioni di specie ci salvano la vita

Siamo legati in modo molto stretto alla natura, ai suoi meccanismi di regolazione, alla sua biodiversità. Negli ultimi anni, diversi studi hanno cercato di dare un valore economico a queste connessioni. Di spiegare come e quanto la natura provveda in modo diretto o indiretto al nostro benessere. 

La biodiversità ci fornisce materie prime fondamentali per la nostra sopravvivenza e la nostra economia (legname, fibre tessili, cibo, energia), regola meccanismi naturali indispensabili per la vita (il ciclo dell’acqua, le temperature, i cicli delle sostanze nutritive, l’impollinazione, la difesa dalle malattie). Cura la nostra mente durante una passeggiata in un bosco. Questi benefici (e tanti altri), che diamo spesso per scontati e che la natura ci offre in modo completamente gratuito, sono chiamati servizi ecosistemici

Dalla biodiversità abbiamo imparato moltissimo. Tanti medicinali, materiali di uso comune, soluzioni tecnologiche, vengono dall’osservazione e dalla sperimentazione di soluzioni già trovate prima di noi da un fungo, dalla corteccia di un albero, dalle squame della pelle di uno squalo, dalle ali di una farfalla. La biodiversità è un’officina ricchissima di idee e di soluzioni. Citando il titolo di un interessante libro sull’argomento: siamo “Nelle mani della natura”.

Cosa danneggia la biodiversità: Mayday Antropocene

La scomparsa delle specie è un fenomeno naturale. È sempre successo e sempre succederà. Quello che ci preoccupa come comunità di scienziati e di tecnici della natura, e che dovrebbe preoccupare tutti, è che la velocità con cui le specie si estinguono è oggi dalle 100 alle 1000 volte più alta rispetto a condizioni “naturali”. Secondo il Global Risks Report del World Economic Forum, la perdita di biodiversità e il collasso degli ecosistemi rappresentano uno dei principali rischi ambientali che affronteremo nei prossimi anni.

Le cause della perdita di biodiversità sono legate ai cambiamenti climatici, alle specie aliene invasive, alla perdita e alla manomissione degli habitat naturali, al consumo ed impoverimento dei suoli, all’inquinamento, allo sfruttamento eccessivo delle risorse (ad esempio la pesca industriale, le monocolture, il disboscamento).

Siamo stati noi ad accelerare questo processo? Sì, siamo stati noi. È così evidente, che nel 2000 il chimico e premio Nobel olandese Paul Crutzen ha coniato e proposto un termine per definire l’era geologica del dominio dell’essere umano sulla natura: è l’Antropocene e inizia con la prima rivoluzione industriale.  

Come tutelare la biodiversità: cosa possiamo fare adesso?

Scienziati e politici di tutto il mondo stanno cercando di correre ai ripari. Con l’inerzia e le difficoltà legate agli altissimi interessi in gioco. Nel 2022, la Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità (COP 15) ha definito obiettivi importanti per tutelare il 30% della biodiversità terrestre e il 30% di quella marina entro il 2030 e arrivare a traguardi di più lungo termine entro il 2050. 

La Commissione Europea, dopo un dibattito accesissimo, sta arrivando a definire una Legge per il Ripristino della Natura, che dovrebbe entrare in vigore all’inizio del 2024. La Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima (COP 28), tenutasi a Dubai a Dicembre 2023, ha per la prima volta unanimemente ammesso la necessità di avviare un processo concreto di transizione ecologica per uscire dalla dipendenza dai combustibili fossili.

E noi? Ognuno di noi può fare qualcosa. Scegliere alimenti biologici, che limitano l’uso di prodotti di sintesi dannosi per gli impollinatori (e per la nostra salute), non sprecare l’acqua, sfalciare il prato dei nostri giardini nel rispetto della fauna minore (è il movimento No Mow May), limitare il più possibile l’utilizzo della plastica e delle microplastiche (tanti scrub ad esempio ne sono pieni), muoversi in modo sostenibile (mezzi pubblici, bicicletta), impegnarsi nel volontariato ambientale. Questi sono solo alcuni esempi. 

Da diversi anni, anche noi stiamo facendo la nostra parte, grazie a WOWnature, portando avanti progetti di riforestazione e di protezione della natura, a cui tutti possono partecipare.