Due diligence, tracciabilità, sostenibilità e molto altro. Quali sfide e quali opportunità nel nuovo Regolamento UE “Deforestazione Zero”?

Che cos’è il Regolamento EUDR?
La principale causa della deforestazione nei Paesi tropicali è il disboscamento legato all’espansione delle aree agricole per la produzione di commodities come soia, olio di palma, carne, cacao e caffè. Secondo la FAO, tra il 1990 e il 2025 nel mondo sono stati persi circa 203 milioni di ettari di foreste, un’area grande quanto metà dell’Unione Europea.
Per contrastare questa tendenza, l’UE ha introdotto un nuovo quadro normativo che punta a rendere le filiere più trasparenti, responsabili e sostenibili. Il Regolamento (UE) 2023/1115 sui prodotti senza deforestazione (EU Deforestation-free Regulation, EUDR) mira a garantire che materie prime come soia, olio di palma, carne bovina, cacao, caffè, gomma e legno, e molti prodotti derivati, immessi sul mercato UE o esportati da esso, non provengano da terreni deforestati e rispettino la legislazione del Paese di produzione.
L’EUDR richiede agli operatori di implementare sistemi di due diligence rafforzata, basati sulla tracciabilità fino alle unità produttive e sulla geolocalizzazione delle parcelle, per valutare e ridurre il rischio di deforestazione incorporata lungo le filiere.
Risultati e limiti dell’EUTR
Per comprendere meglio i presupposti della nascita e della struttura dell’EUDR, è necessario fare riferimento al suo precursore: lo European Timber Regulation (EUTR). A dieci anni dalla sua adozione, questo regolamento ha raggiunto alcuni risultati positivi, come la diminuzione delle importazioni di legname illegale nell’UE, una maggiore consapevolezza degli operatori di mercato rispetto ai tagli forestali illegali e un rafforzamento dei controlli lungo le catene di approvvigionamento.
Tuttavia, il conseguimento degli obiettivi della normativa si è rivelato spesso complesso e problematico, a causa di un percorso di attuazione dispendioso in termini di tempo e risorse.

Criticità nell’implementazione dell’EUTR
Le difficoltà riscontrate nell’attuazione dell’EUTR hanno aperto una riflessione sulle criticità che potrebbero incidere anche sull’implementazione dell’EUDR negli Stati membri. In particolare, la carenza di risorse umane e finanziarie attribuite alla Commissione e alle autorità competenti, i ritardi iniziali nell’applicazione del regolamento in alcuni Paesi e un numero limitato di controlli, accompagnati da sanzioni non uniformi, hanno ostacolato un’interpretazione condivisa e un’applicazione coerente della normativa, soprattutto nelle fasi iniziali.
Entrata in vigore dell’EUDR e processo di semplificazione dell’Unione europea
Nonostante l’iniziale volontà di una rapida implementazione del Regolamento sulla deforestazione zero (EUDR), l’entrata in vigore del Regolamento sta subendo rallentamenti. Già posticipato di un anno a dicembre 2024, è stato nuovamente modificato nel 2025 nell’ambito del processo di semplificazione normativa promosso dalla Commissione europea.
A partire da febbraio 2025, la Commissione ha infatti presentato la “Bussola per la competitività”, un’iniziativa volta a ridurre del 25% gli oneri di rendicontazione e ad alleggerire il carico amministrativo per le imprese.
Accanto all’EUDR, anche la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) sono state coinvolte nel processo, attraverso l’approvazione del pacchetto “Omnibus I”. La CSRD richiede alle imprese di rendicontare in modo strutturato impatti e rischi ambientali, come biodiversità e uso del suolo, mentre la CSDDD introduce l’obbligo di identificare, prevenire e mitigare gli impatti negativi ambientali e sociali lungo l’intera catena del valore.
Nel loro insieme, EUDR, CSRD e CSDDD costituiscono un pacchetto normativo integrato che agisce su tre leve complementari:
- la regolazione dei prodotti, vietando l’immissione sul mercato di materie prime legate a deforestazione recente;
- la governance e la due diligence lungo le catene del valore;
- la trasparenza e la rendicontazione pubblica verso gli stakeholder.
Questo segna un cambio di passo: dalle dichiarazioni volontarie a responsabilità concrete. Per le imprese significa andare oltre la semplice conformità normativa e adottare un approccio strutturato che integri tracciabilità, gestione dei rischi e azioni sul campo.

Le modifiche all’EUDR di dicembre 2025
A dicembre 2025, il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE hanno approvato alcune modifiche al Regolamento Europeo sulla Deforestazione Zero (EUDR) presentate dalla Commissione. Vediamole insieme.
Nuove scadenze
Le imprese avranno un anno in più per adeguarsi al Regolamento:
- dal 30 dicembre 2026 per grandi operatori e trader;
- dal 30 giugno 2027 per piccoli operatori e microimprese (meno di 50 dipendenti e fatturato annuo sui prodotti interessati inferiore a 10 milioni di euro).
Il rinvio mira a favorire una transizione graduale e a migliorare il sistema informatico per la presentazione delle dichiarazioni di due diligence.
Semplificazioni introdotte
I micro e piccoli operatori primari dovranno presentare una dichiarazione di due diligence semplificata una tantum. Inoltre, l’obbligo di due diligence sarà limitato alle imprese che immettono per prime i prodotti sul mercato UE, escludendo gli operatori downstream. I prodotti stampati sono infine esclusi dall’ambito di applicazione del Regolamento.
Cosa cambia nel complesso
L’emendamento combina un rinvio delle scadenze con un alleggerimento di alcuni requisiti. Se da un lato la semplificazione risponde all’esigenza di rendere il Regolamento più applicabile, dall’altro i continui rinvii rischiano di rallentarne l’attuazione, generando incertezza per le imprese e lasciando foreste ed ecosistemi esposti a pressioni e impatti negativi persistenti.
EMMA: dalla conformità alla trasformazione delle filiere
Le aziende che importano materie prime e prodotti rientranti nel campo di applicazione del Regolamento saranno fortemente influenzate dalla nuova normativa e dovranno prepararsi tempestivamente all’adeguamento. EMMA è l’approccio di Etifor che accompagna le imprese lungo un percorso strutturato, dalla valutazione dei rischi alla costruzione di filiere più sostenibili, combinando analisi dei dati, supporto operativo sul campo e consulenza strategica.
L’approccio è pensato per supportare la conformità all’EUDR e rispondere ai requisiti di CSRD e CSDDD, inclusi gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), affiancando le imprese con competenze tecniche e strumenti concreti.