Aggiornamenti

Scope 3: la parte nascosta della Carbon Footprint aziendale

  • 2026

Le emissioni di Scope 3 racchiudono spesso la quota più grande, e spesso trascurata, della carbon footprint aziendale. Sono infatti queste le emissioni che rivelano l’impatto di un’organizzazione derivante dall’approvvigionamento delle materie prime al fine vita dei prodotti. In questo articolo cercheremo di spiegare in cosa si distinguono scope 1, 2 e 3, quali sono le categorie del GHG Protocol, le implicazioni per la rendicontazione CSRD e un caso concreto di un’azienda che abbiamo accompagnato nel percorso di misurazione.

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Perché le emissioni più rilevanti delle aziende non sono quelle degli stabilimenti

Greenwashing: cos’è, come riconoscerlo e come evitarlo

  • 2026

Greenwashing significa presentare prodotti o attività aziendali come sostenibili quando non lo sono. Il termine nasce negli anni ’80 e oggi si manifesta su etichette, siti web e report ESG attraverso tecniche come la vaghezza, l’abuso di compensazioni carbon e certificazioni autoprodotte. I rischi per le aziende sono concreti: l’Antitrust italiano sta già sanzionando, e dal 27 settembre 2026 la Direttiva EmpCo (UE) 2024/825 porterà multa fino al 4% del fatturato. Per comunicare la sostenibilità in modo corretto servono dati misurabili, metodologie riconosciute come LCA o ISO 14064, e certificazioni terze come Ecolabel UE o FSC. Etifor supporta le aziende con un approccio basato sulla gerarchia MARC: misurare, ridurre, rimuovere, comunicare.

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Dalle sanzioni alle buone pratiche: una guida per non sbagliare

Direttiva Empowering Consumers for the Green Transition: come cambia la comunicazione ambientale verso i consumatori

  • 2026

Il 9 marzo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 30/2026 che recepisce la direttiva europea 2024/825, chiamata “Empowering Consumers for the Green Transition”. L’applicazione sarà effettiva dal 27 settembre 2026 e le aziende dovranno rivedere i claim sulla sostenibilità ambientale e sociale entro quella data.

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Le aziende dovranno passare da una comunicazione basata sul racconto a una basata su affermazioni verificabili, misurabili e trasparenti.

Carbon Offsetting: una guida per la decarbonizzazione

  • 2026

Orientarsi nel carbon offsetting è il primo passo per una strategia di decarbonizzazione efficace e trasparente. La guida affronta l’integrità dei crediti, il nuovo quadro europeo CRCF, i criteri QU.A.L.ITY, il carbon farming e il Registro nazionale dei crediti di carbonio forestali.

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Oltre la compensazione: strumenti, normative e approcci per trasformare il carbonio in valore climatico e competitivo

Ecosistema fiume: biodiversità, resilienza idrica e modelli di governance per la gestione del territorio

  • 2026

L’analisi scientifica e gestionale di un ecosistema fiume richiede una visione che trascenda la semplice osservazione idraulica, abbracciando una complessità biologica, geomorfologica e socio-economica. Un fiume è un sistema aperto e dinamico, responsabile del trasporto di energia, sedimenti inorganici, nutrienti e sostanza organica dalle vette montuose alle pianure alluvionali e, infine, agli oceani. La vitalità di questo sistema dipende dalla sua capacità di mantenere una connettività fluida attraverso dimensioni spaziali e temporali interconnesse, garantendo servizi ecosistemici fondamentali per la sopravvivenza umana, dalla ricarica degli acquiferi sotterranei alla mitigazione degli eventi climatici estremi.

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Perché tutelare un fiume significa investire in acqua pulita, sicurezza idraulica e sviluppo locale sostenibile

La filiera del legno è pronta a recepire il regolamento CRCF?

  • 2026

La crescente concentrazione di gas a effetto serra (GHG) nell’atmosfera, in particolare dell’anidride carbonica (CO₂), è riconosciuta come uno dei principali fattori della crisi climatica in atto (IPCC, 2023). Le politiche e le iniziative volte a ridurre le concentrazioni di CO₂ nell’atmosfera sono quindi essenziali per contrastare la crisi climatica e, tra queste, quelle legate al settore forestale, alla sua gestione e ai suoi prodotti devono svolgere un ruolo chiave.

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I risultati di un’indagine condotta nell’ambito del progetto WOOD4LIFE

Gli impatti delle guerre sull’ambiente: dall’Ucraina al Golfo Persico

  • 2026

Viviamo in una fase di forte instabilità, segnata da conflitti armati sempre più diffusi e interconnessi e da crisi energetiche che stanno ridefinendo equilibri economici e politici. In questo contesto, l’attenzione di governi e istituzioni si concentra quasi esclusivamente sulle emergenze immediate ed è qui che emerge una contraddizione: stiamo rallentando proprio sulle attività che riducono il rischio sistemico nel medio-lungo periodo.

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Quando le spese militari crescono e gli investimenti ambientali calano

Omnibus I: cosa cambia per CSRD e CSDDD

  • 2026

A dicembre 2025 si è concluso il trilogo tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell’UE e la Commissione europea per trovare un accordo su Omnibus I: il pacchetto di semplificazione che modifica in modo mirato la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD). 

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Guida alle novità di Omnibus I: come cambiano obblighi, scadenze e perimetro di applicazione per la CSRD e la CSDDD dopo i negoziati del 2025.

Etifor è Regional Training Partner del Global Sustainable Tourism Council® (GSTC)

  • 2026

Dal 2 settembre 2025, Etifor è ufficialmente Regional Training Partner del Global Sustainable Tourism Council® (GSTC), l’organizzazione internazionale di riferimento per la definizione e la diffusione degli standard globali di sostenibilità nel turismo.

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Formazione ufficiale sugli standard internazionali GSTC per destinazioni e operatori turistici

I 4 trend del 2026 secondo Etifor

  • 2026

In questo anno vedremo crescere l’attenzione verso il ruolo dei territori come unità di gestione per temi chiave della sostenibilità ambientale: conservazione degli ecosistemi, la gestione delle risorse idriche e delle filiere alimentari, lo sviluppo di soluzioni per affrontare le vulnerabilità dei territori e le conseguenti azioni di adattamento. Insomma, un ritorno al vecchio slogan “Think globally, act locally”, ma in un contesto meno ideologico, più maturo nelle conoscenze e negli strumenti e inserito in un panorama geopolitico ben differente.

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Il territorio torna al centro della progettazione

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