Oltre la compensazione: strumenti, normative e approcci per trasformare il carbonio in valore climatico e competitivo

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Orientarsi nel panorama del carbon offsetting è il primo passo per una strategia di decarbonizzazione efficace e trasparente. In questa guida, analizzeremo come garantire l’integrità dei crediti e il nuovo quadro normativo europeo CRCF (Carbon Removal Certification Framework). Affronteremo il valore dei criteri QU.A.L.ITY, le potenzialità del carbon farming e le novità sul Registro nazionale italiano gestito dal CREA. 

Il significato e l’integrità dell’offsetting CO2

Il carbon offsetting è un meccanismo che permette a organizzazioni o individui di bilanciare le proprie emissioni di gas serra finanziando progetti esterni che riducono, evitano o rimuovono una quantità equivalente di anidride carbonica. Questo sistema opera attraverso l’acquisto di crediti di carbonio certificati (come i VER – Verified Emission Reductions), dove un singolo credito equivale a una tonnellata di CO2 equivalente (tCO2e) effettivamente sequestrata o evitata. Per garantire l’integrità dell’offsetting, uno dei criteri chiave che devono essere rispettati è quello di addizionalità: il beneficio climatico deve essere reale e non si sarebbe verificato senza l’incentivo economico derivante dalla vendita del credito. Inoltre, l’intervento non deve essere imposto da leggi o regolamenti locali, né rappresentare una prassi già consolidata nel settore di riferimento.

Strategie climatiche responsabili: l’approccio MARC per le imprese

Per evitare il greenwashing, la compensazione non deve mai sostituire la decarbonizzazione interna. Le strategie climatiche responsabili si basano sulla gerarchia di mitigazione: evitare, ridurre e solo infine compensare le emissioni residue (hard-to-abate). L’approccio MARC (Measure, Avoid, Risk, Capture & Communicate) guida le aziende in questo percorso: dalla misurazione dell’impronta (Scope 1, 2 e 3) alla gestione dei rischi fisici e reputazionali, fino alla “cattura” della CO2 attraverso progetti forestali di alta qualità. Questo metodo assicura la conformità a normative come la CSRD e migliora il posizionamento nei rating ESG.

Il nuovo quadro europeo: regolamento CRCF e criteri QU.A.L.ITY

L’Unione Europea ha introdotto il CRCF (Carbon Removal Certification Framework), il primo quadro regolamentare UE per certificare in modo volontario le rimozioni di carbonio. Per essere certificata, ogni attività deve soddisfare i criteri QU.A.L.ITY

  • QUantificazione accurata (il beneficio netto deve essere misurabile, basato su baseline solide e calcolato rigorosamente al netto delle emissioni generate per realizzare l’attività stessa); 
  • Addizionalità rispetto ai requisiti di legge e alle normali prassi di mercato; 
  • Long-term storage per garantire la permanenza dell’assorbimento; 
  • SustainabilITY, intesa come contributo positivo a biodiversità, risorse idriche ed economia circolare.6 

Il CRCF armonizza così le condizioni di mercato, combattendo le dichiarazioni ambientali fuorvianti.

Carbon Farming: l’agricoltura e le foreste come soluzioni climatiche

Il carbon farming (o carboniocoltura) è la declinazione agricola e forestale del sequestro del carbonio e costituisce un pilastro del regolamento CRCF. Include pratiche come l’agroforestazione, la gestione conservativa dei suoli e il miglioramento della gestione forestale. In Europa, queste attività sono considerate essenziali per colmare il divario verso gli obiettivi climatici del 2030, con il potenziale di rimuovere decine di milioni di tonnellate di CO2 ogni anno. Per i proprietari terrieri e le amministrazioni pubbliche, il carbon farming è un’opportunità di reddito aggiuntivo e uno strumento di resilienza: suoli ricchi di carbonio sono più resistenti a siccità e alluvioni.

Registro nazionale dei crediti di carbonio forestali

In Italia, il mercato del carbon offsetting ha raggiunto una certa maturità grazie al Decreto del 15 ottobre 2025, che ha istituito ufficialmente il Registro nazionale dei crediti di carbonio forestali, gestito dal CREA. L’importanza di questo strumento è fondamentale per due ragioni: da un lato garantisce la massima integrità ambientale, eliminando il rischio di “doppio conteggio” (ovvero che lo stesso assorbimento venga venduto a più soggetti); dall’altro, fornisce finalmente un quadro normativo certo che trasforma i boschi italiani in asset climatici certificati.

Per le aziende, questo significa poter investire con fiducia in progetti locali, accorciando la filiera del carbonio e generando impatti positivi direttamente sui territori in cui operano. In questo contesto, il Carbon Tool – sviluppato da Etifor nell’ambito del progetto LIFE ClimatePositive – si rivela uno strumento particolarmente utile per le imprese. Questo applicativo digitale permette infatti di calcolare con precisione scientifica (secondo le metodologie IPCC Tier 2) il potenziale di sequestro di una foresta, aiutando le aziende a quantificare i propri investimenti in offsetting sulla base di dati oggettivi, verificabili e pronti per la rendicontazione ESG.

Verso una strategia Nature Positive con il metodo LUCAS

Gestire correttamente il carbon offsetting significa superare la “carbon tunnel vision” per adottare una strategia Nature Positive. Seguendo l’approccio LUCAS (Look, Understand, Commit, Act, Share), le organizzazioni mappano le proprie dipendenze dalla natura e investono in progetti che rigenerano interi ecosistemi. Le aziende che oggi scelgono crediti di alta qualità e progetti territoriali certificati non stanno solo compensando un danno, ma stanno investendo strategicamente nella salute del pianeta e nella propria competitività futura, garantendo che ogni azione generi un impatto positivo misurabile e duraturo.