I risultati di un’indagine condotta nell’ambito del progetto WOOD4LIFE

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La crescente concentrazione di gas a effetto serra (GHG) nell’atmosfera, in particolare dell’anidride carbonica (CO), è riconosciuta come uno dei principali fattori della crisi climatica in atto (IPCC, 2023). Le politiche e le iniziative volte a ridurre le concentrazioni di CO nell’atmosfera sono quindi essenziali per contrastare la crisi climatica e, tra queste, quelle legate al settore forestale, alla sua gestione e ai suoi prodotti devono svolgere un ruolo chiave. Infatti, le foreste rappresentano uno dei principali serbatoi di assorbimento della CO atmosferica: pertanto, specifiche attività come l’afforestazione e una gestione forestale responsabile possono aumentarne il potenziale di assorbimento, offrendo al contempo molteplici servizi ecosistemici (FAO, 2020). Anche altre attività legate al settore forestale, come l’utilizzo di prodotti derivanti dalla gestione forestale, come i materiali a base di legno, in quanto sostituti di prodotti derivanti da materie prime fossili, rappresenta una delle strategie più efficaci per la mitigazione dei cambiamenti climatici (Grassi et al., 2021).

Ad esempio, la sostituzione dei materiali da costruzione convenzionali con il legno strutturale può ridurre le emissioni nella fase di costruzione fino al 69%, corrispondente a una riduzione media di 216 kg di CO equivalente per metro quadrato di superficie utile. (Himes e Busby, 2020).

Anche per queste ragioni, l’Unione Europea ha individuato il legno come materiale chiave per le strategie future, come evidenziato anche da Ursula von der Leyen, che nel suo discorso sullo Stato dell’Unione al Parlamento europeo di Strasburgo nel settembre 2020 ha sottolineato come il settore delle costruzioni possa essere trasformato “da fonte di carbonio a serbatoio di carbonio” proprio attraverso l’utilizzo di materiali legnosi. Per questo motivo, diverse iniziative legislative a livello europeo, come la “Renovation Wave Strategy e l’iniziativa “New European Bauhaus, promuovono attivamente l’uso del legno nel settore edilizio. 

Proprio in virtù di ciò, risulta fondamentale promuovere in modo trasparente il ruolo del legno come serbatoio di carbonio, attraverso l’adozione di metodologie robuste e da standard indipendenti in grado di quantificare il carbonio stoccato dai prodotti (FAO, 2020b).
Tale esigenza di trasparenza nei processi di quantificazione emerge anche in relazione ad altri servizi ecosistemici di matrice forestale, come la tutela e l’incremento della biodiversità (Pettenella et al., 2023).

Al fine di migliorare la trasparenza dei mercati basati sulla valorizzazione del carbonio, nel 2024 la Commissione europea ha pubblicato il regolamento “Carbon Removal and Carbon Farming (CRCF)” (UE/2024/3012), che include tra le attività ammissibili per l’incremento del carbonio stoccato sia le pratiche selvicolturali sia l’utilizzo di prodotti in legno a lunga durata. Per questi ultimi, entro la fine del 2026, per una corretta implementazione del Regolamento CRCF è prevista la pubblicazione delle metodologie, con un’entrata in operatività del regolamento nel 2027.

Gli obiettivi e la metodologia dell’indagine

Per questo nel prossimo futuro l’utilizzo dei prodotti in legno sarà sempre più valorizzato, in quanto essi rappresentano possibili serbatoi di carbonio e, al contempo, le filiere forestali da cui derivano possono contribuire alla valorizzazione di altri servizi ecosistemici. Risulta pertanto essenziale valutare se le imprese del settore legno e i consumatori siano adeguatamente preparati all’introduzione del regolamento CRCF, nonché se l’intera filiera sia pronta ad adottare un sistema di certificazione volto a valorizzare i prodotti in legno a lunga durata per i loro benefici ambientali.

Partendo da questi presupposti, nell’ambito del progetto Life WOOD4LIFE è stata condotta una ricerca intitolata “Analisi di mercato dei prodotti in legno e dei loro servizi ecosistemici”, finalizzata a comprendere quali siano, secondo le aziende del settore legno (italiane e spagnole), i fattori che possono favorire od ostacolare l’implementazione del regolamento CRCF, tra cui il livello di consapevolezza dei consumatori e il ruolo delle certificazioni forestali. 

La ricerca, realizzata da Etifor con la collaborazione di altri partner del progetto WOOD4LIFE in particolare la italiana Conlegno ed FSC Spagna, si è basata su un questionario composto da 22 domande, al quale hanno risposto 156 aziende della filiera e può essere scaricata gratuitamente dal sito di progetto.

Il progetto europeo WOOD4LIFE mira a coinvolge i diversi attori della filiera forestale, sperimentando pratiche di gestione forestale migliorate in alcune foreste produttive di Castilla-La Mancha, in Spagna, per migliorare il sequestro del carbonio, la conservazione della biodiversità e la produzione di legno per rifornire le industrie di prodotti di lunga durata a base legno, come il settore delle costruzioni.

Il progetto propone strumenti e modelli di business per riattivare la filiera forestale e rafforzare il suo ruolo centrale nella mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso la capacità di sequestro del carbonio dei prodotti legnosi, in linea con il regolamento CRCF.

I principali risultati dell’indagine

Le aziende intervistate nel contesto dell’indagine comunicano raramente i benefici ambientali dell’uso dei prodotti in legno, come, ad esempio, il loro contributo allo stoccaggio del carbonio. Quasi il 70% delle aziende intervistate, infatti, ha dichiarato che, negli ultimi cinque anni, i propri materiali di marketing non hanno evidenziato la funzione di stoccaggio del carbonio dei prodotti in legno (Figura 1). Tuttavia, la maggior parte delle aziende, sia in Italia sia in Spagna, ha espresso l’intenzione di avviare in futuro tali campagne comunicative, a testimonianza di una crescente consapevolezza rispetto alle imminenti regolamentazioni europee in materia.

Questa mancata promozione dei benefici ambientali deriva, oltre che da possibili difficoltà tecniche, dalla diffusa percezione, tra le aziende intervistate, che i consumatori non siano pienamente consapevoli dei vantaggi ambientali legati all’uso del legno, tra cui la sua capacità di stoccare carbonio.

Negli ultimi cinque anni, il materiale promozionale della sua azienda ha evidenziato il ruolo del legno nel contribuire
allo stoccaggio del carbonio e, quindi, nella lotta al cambiamento climatico?

La conoscenza del regolamento CRCF e le possibili sfide per le aziende

Nonostante il regolamento CRCF e i suoi meccanismi saranno implementati nei prossimi mesi, e le aziende del settore legno saranno direttamente o indirettamente coinvolte, il livello di conoscenza del regolamento tra le imprese italiane e spagnole, rilevato durante l’indagine effettuato nell’estate 2025, appare piuttosto basso. Complessivamente, infatti, il 52% degli intervistati ha dichiarato di avere una conoscenza limitata del regolamento, oltre un quarto ha indicato di non avere alcuna familiarità, mentre solo il 3% ha affermato di esserne ben informato (Figura 2).

Qual è il suo livello di conoscenza del Regolamento (UE) 3012/2024 (CRCF)?

Le aziende intervistate, sia italiane sia spagnole, individuano nella complessità burocratica e nei costi elevati i principali ostacoli per una corretta implementazione del regolamento CRCF. Entrambi questi aspetti sembrano essere collegati alla percezione che il processo di certificazione possa risultare complesso e oneroso dal punto di vista economico. Per questo motivo, le certificazioni forestali già esistenti e diffuse nel settore, come quella FSC, sono viste dalle aziende come possibili importanti strumenti per la quantificazione e certificazione del carbonio stoccato nei prodotti in legno. Il 55% delle aziende intervistate ritiene infatti che esse dovrebbero avere un ruolo significativo nel processo di quantificazione del carbonio stoccato nei prodotti in legno.

Conclusioni e sviluppi futuri

Alla luce dei risultati dell’indagine, emerge la necessità di avviare campagne di comunicazione per aumentare la consapevolezza dei consumatori sui benefici ambientali dei prodotti in legno. È inoltre fondamentale promuovere iniziative rivolte alle aziende del settore, affinché siano adeguatamente informate e preparate sugli obiettivi dei regolamenti europei legati al ruolo del legno nella mitigazione dei cambiamenti climatici, come il Regolamento CRCF. 

Tali iniziative dovrebbero coinvolgere i diversi attori della filiera, comprese le associazioni di categoria nazionali, gli istituti di ricerca, le associazioni ambientaliste, nonché gli schemi di certificazione forestale esistenti, considerata la loro significativa riconoscibilità sul mercato. 

Nei prossimi mesi, il progetto WOOD4LIFE implementerà strategie basate su casi studio reali, che prevederanno lo sviluppo di strumenti pratici e operativi, al fine di facilitare la diffusione delle conoscenze in questo ambito e supportare l’adozione di tali pratiche da parte delle diverse aziende del settore foresta legno. 

Etifor monitorerà con attenzione i prossimi sviluppi del regolamento CRCF e del progetto WOOD4LIFE per garantire un adeguato supporto alle aziende, anche del settore foresta-legno, che vogliono intraprendere, sfruttando i diversi elementi della bioeconomia, un percorso finalizzato a generare impatti ambientali positivi.