Progettare il cicloturismo: reti, servizi e strategie per uno slow tourism efficace

Il cicloturismo può rappresentare una leva strategica per le destinazioni che vogliono attrarre visitatori tutto l’anno, valorizzare paesaggi e comunità locali e promuovere un modello di slow tourism autentico. In questo articolo approfondiamo cos’è il cicloturismo, perché rappresenta un’opportunità concreta per territori e DMO e come Etifor supporta enti pubblici nella progettazione di reti, percorsi e strategie. Presentiamo inoltre progetti sviluppati in Veneto, tra cui Cycling in the Land of Venice, il supporto allo sviluppo della rete degli itinerari cicloturistici regionali e la redazione del piano di gestione della ciclovia Treviso–Ostiglia.
Un’introduzione al cicloturismo
Il cicloturismo è un fenomeno piuttosto articolato, che abbraccia modalità diverse di esplorare i territori: si considera cicloturismo il viaggiare in bicicletta per più giorni in modalità itinerante, così come l’attività di escursione giornaliera in bicicletta tornando poi al punto di partenza. Si può praticare cicloturismo partendo da casa in bicicletta con i bagagli appresso, ma anche trasportando la bicicletta alla destinazione ove si rimane per più giorni e usarla per escursioni più brevi, ma anche servendosi di servizi di noleggio. Si fa cicloturismo con biciclette da strada, mountain bike, gravel, con e-bike o a propulsione esclusivamente muscolare. Ciò che non cambia, tra così tante e diverse modalità, è che ci si muove in bicicletta. In generale, è una modalità che consente di esplorare i territori attraverso percorsi che offrono prospettive diverse, seguendo un ritmo lento e continuo.
A differenza del ciclismo sportivo, il cicloturismo privilegia l’esperienza, apprezza la sicurezza, è finalizzato alla scoperta del paesaggio e al contatto con comunità e identità locali.
È considerato una forma di turismo sostenibile perché riduce l’uso dell’auto, distribuisce i flussi in aree non saturate dal turismo di massa e valorizza natura, cultura e produzioni locali. Chi pratica cicloturismo apprezza percorsi ben connessi, segnaletica chiara, punti di sosta, servizi di noleggio o ricarica e-bike e la possibilità di scoprire luoghi e prodotti tipici lungo il tragitto.
Cicloturismo e slow tourism trasformano la fruizione di un territorio
Il cicloturismo è una delle applicazioni più efficaci del concetto di slow tourism, in cui l’aspetto centrale non è tanto la lentezza in quanto tale, quanto piuttosto la capacità di modificare in modo strutturale le modalità di fruizione di un territorio. La bici permette di accedere a paesaggi rurali, aree naturali, corsi d’acqua e centri storici con un impatto minimo e una continuità che non è possibile con altri mezzi più veloci e pesanti. Se ben gestito, il cicloturismo consente una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici, riducendo quindi la pressione sulle zone più affollate delle destinazioni turistiche e la valorizzazione di aree meno note ma ricche di potenziale, favorendo così una più ampia ed equa distribuzione dei benefici economici.
All’interno di uno stesso itinerario, il cicloturista entra in contatto con una pluralità di paesaggi, servizi e comunità locali, e questo genera valore diffuso e non concentrato in singoli poli. È proprio questa caratteristica che rende il cicloturismo uno strumento strategico per destinazioni emergenti che vogliono posizionarsi sul mercato dello slow tourism con un’offerta territoriale credibile, accessibile e identitaria.
I vantaggi del cicloturismo per le destinazioni
1. Un impatto economico crescente
Il valore generato dal cicloturismo è in costante aumento, come illustrato nel rapporto di FIAB “Viaggiare con la bici 2025” e nelle analisi dell’Osservatorio Isnart. Il cicloturista spende di più, si sposta tra più comuni e acquista servizi ad alto valore aggiunto lungo il percorso.
2. Destagionalizzazione dei flussi
Le condizioni ideali per pedalare (primavera e autunno) permettono alle destinazioni di essere attrattive anche al di fuori dei periodi solitamente caratterizzati da picchi di affluenza (estate e inverno), consentendo alle imprese di lavorare con maggior continuità o, almeno, per periodi più estesi.
3. Valorizzazione delle aree rurali
Come già accennato, il cicloturismo porta le persone in zone meno frequentate, creando nuove opportunità per agriturismi, aziende agricole, piccoli produttori e progetti locali.
4. Mobilità sostenibile
Evidentemente, ridurre l’uso dell’auto significa meno traffico, meno emissioni e una migliore qualità della vita per residenti e visitatori. Un altro effetto positivo, meno evidente ma non meno importante, è che lo sviluppo della ciclabilità e dei servizi, quando ispirato dal cicloturismo, offre immediatamente anche ai residenti l’opportunità di migliorare il proprio stile di vita, aumentando l’uso della bicicletta nella quotidianità.
5. Un pubblico attento e rispettoso
Il cicloturista cerca autenticità, qualità e cura del territorio: un profilo che delinea una domanda di mercato che stimola i territori a garantire un’offerta adeguata e attenta alle dimensioni sociale e ambientale. Così, indirettamente, porta un effetto benefico sulle comunità residenti anche da questo punto di vista, che va ben al di là dei soli proventi economici.
Cicloturismo in Italia: alcuni progetti di Etifor
L’Italia offre un potenziale unico per il cicloturismo grazie alla grande varietà di paesaggi, vie d’acqua, borghi e reti rurali. Il Veneto, in particolare, rappresenta un contesto estremamente favorevole e ospita territori e itinerari di grande qualità (cicloturistica, chiaramente). In questa regione Etifor ha realizzato progetti che mostrano come un approccio integrato possa trasformare una pista ciclabile in un prodotto turistico strutturato.
Nel 2021, dopo circa 10 anni di servizi a supporto della Regione Veneto nell’implementazione della strategia regionale per il cicloturismo “Cycling in the Land of Venice”, Etifor ha svolto il ruolo di consulente tecnico per il coordinamento dei Club di Prodotto. L’attività ha coinvolto analisi territoriali, definizione delle tratte e sviluppo di una narrazione unitaria che aiuta cicloturisti e operatori a orientarsi nel territorio, e si è conclusa con la pubblicazione della Carta dei Servizi per il turismo in bicicletta.
Un’altra esperienza importante, completata nel 2025 è il piano di gestione della Ciclovia Treviso–Ostiglia, greenway di riferimento per il Veneto. In diversi anni, Etifor ha contribuito a strutturare un modello di gestione che combina manutenzione programmata, governance condivisa, gestione turistica e comunicazione coordinata, migliorando la qualità della ciclovia e rendendola più riconoscibile e fruibile, al punto da ottenere il prestigioso riconoscimento della certificazione della gestione sostenibile del turismo GSTC.
Questi progetti mostrano come il cicloturismo diventi un motore di sviluppo quando analisi, infrastrutture, governance e narrazione vengono integrate in un’unica strategia territoriale.
Come progettare percorsi e strategie di cicloturismo
Progettare percorsi di cicloturismo significa integrare competenze tecniche, visione territoriale e attenzione all’esperienza complessiva del visitatore. Gli elementi fondamentali includono:
- continuità del tracciato e sicurezza;
- segnaletica chiara e punti di sosta;
- servizi per bici ed e-bike;
- accessibilità per diversi tipi di cicloturisti;
- comunicazione coordinata lungo l’intero itinerario;
- monitoraggio dei flussi e manutenzione programmata.
- attivazione / animazione del territorio affinché nascano e siano organizzati servizi per il cicloturismo
- coordinamento degli enti coinvolti e degli operatori turistici
La sfida della gestione nel cicloturismo
Dopo anni in cui tutti gli sforzi erano concentrati nella progettazione e realizzazione di nuove ciclovie e percorsi cicloturistici, da qualche tempo sono emerse l’urgenza e la complessità di individuare soluzioni per la loro gestione a lungo termine.
Il prodotto cicloturistico è una sintesi di almeno due dimensioni fondamentali: una strada (che può essere di diverse tipologie, dalla pista ciclabile al sentiero) e l’attrattività turistica. Quest’ultima, in particolare, non si può ridurre ai “bei paesaggi” o alla “buona cucina”, ma deve essere curata affinché gli elementi attrattivi, siano essi borghi e paesaggi o piatti e vini tipici, vengano resi fruibili dal cicloturista durante l’esperienza, ovvero quantomeno riconoscibili e accessibili, aperti e accoglienti. Nondimeno, la gestione della strada significa monitorarne lo stato di manutenzione, la sicurezza, la segnaletica e poter intervenire a risolvere tempestivamente i problemi, quando rilevati.
Non esiste una formula unica, né un soggetto naturalmente deputato alla gestione del cicloturismo. Gli enti che si occupano di promozione e gestione turistica, quando presenti, raramente hanno competenze e risorse per manutenere piste ciclabili e sentieri. Al contrario, gli enti responsabili della realizzazione e manutenzione delle infrastrutture – che invece quasi sempre esistono – difficilmente possiedono le competenze necessarie per sviluppare e curare la dimensione turistica.
È in questo scollamento che si colloca la sfida attuale. Dopo una fase di forte crescita delle infrastrutture cicloturistiche, spesso accompagnata da un parallelo sviluppo del prodotto turistico non sempre pienamente efficace, emerge oggi l’urgenza di una gestione integrata. Una gestione capace di tenere insieme, in un’unica regia, le due macro-dimensioni su cui si fonda il cicloturismo: infrastruttura ed esperienza.
Etifor supporta enti, territori e destinazioni nella progettazione di ciclovie e cammini, ma soprattutto nello sviluppo di modelli di governance e strumenti operativi per la gestione, grazie a un approccio interdisciplinare che unisce competenze di pianificazione strategica turistica, analisi ambientali, governance e comunicazione.

