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Con l’approvazione del decreto interministeriale che adotta le Linee Guida per l’attuazione del Registro pubblico nazionale dei crediti di carbonio generati su base volontaria dal settore forestale, l’Italia compie un passo decisivo verso un mercato del carbonio volontario credibile e trasparente. Un traguardo raggiunto anche grazie al progetto LIFE ClimatePositive, coordinato da Etifor.

In Italia ci sono oltre 10 milioni di ettari di boschi che possono generare valore e offrire servizi per gestori e proprietari, ma anche per le imprese che investono in progetti con benefici misurabili per clima e biodiversità. Il bosco è una risorsa strategica: assorbe CO₂, regola il ciclo dell’acqua, tutela la biodiversità e crea opportunità economiche legate alla sua multifunzionalità.

Con il decreto interministeriale firmato il 16 ottobre si approvano le Linee guida volte a individuare i criteri per l’attuazione del Registro pubblico dei crediti di carbonio generati su base volontaria dal settore agricolo e forestale – Sezione forestale. Un documento che definisce criteri, regole e procedure per la generazione, contabilizzazione e la certificazione, dei crediti prodotti su base volontaria dal settore forestale italiano Il Registro nazionale dei crediti di carbonio forestali sarà una piattaforma online che raccoglierà i progetti e gestirà le transazioni in modo trasparente e diventerà completamente operativo solamente dopo la pubblicazione, con Decreto del Ministro Masaf, delle procedure e modalità di iscrizione, aggiornamento e controllo dei crediti, che sono attualmente in fase di redazione.

Si tratta di un cambio di prospettiva per chi vuole realizzare progetti forestali di assorbimento del carbonio in Italia che siano aggiuntivi rispetto ai requisiti di legge. Oggi, circa il 90% dei crediti acquistati nel nostro paese proviene dall’estero: l’assenza di un Registro nazionale, insieme a metodologie trasparenti e affidabili per la generazione e la vendita dei crediti, ha infatti frenato lo sviluppo del mercato interno, a differenza di altri paesi europei, come Francia e Spagna. Con le Linee guida diventa finalmente possibile misurare in via ufficiale quanta CO₂ viene assorbita dagli interventi realizzati nei nostri boschi, e venire incontro alla crescente domanda di aziende e cittadini verso iniziative certificate sul territorio.

Queste linee guida per il riconoscimento dei crediti di carbonio, oltre a garantire una maggiore trasparenza del sistema, si inseriscono nel quadro delle politiche europee per il clima – dal Green Deal all’Accordo di Parigi (2015) fino al Regolamento (UE) n. 2024/3012 (il Carbon Removals and Carbon Farming Regulation – CRCF), che mira a istituire un quadro volontario europeo comune per la certificazione degli assorbimenti di carbonio.

Il mercato volontario dei crediti di carbonio, o Voluntary Carbon Market (spesso nominato con la sigla VCM), è un sistema in cui aziende, enti o cittadini acquistano crediti di carbonio su base volontaria, con l’obiettivo di compensare le proprie emissioni di gas serra o di sostenere progetti che riducono o assorbono CO₂. Si distingue dal mercato regolato, o compliance market, in cui la partecipazione è obbligatoria e riguarda soggetti vincolati da norme internazionali o nazionali, come imprese energetiche, industrie o compagnie aeree.

Negli ultimi anni, questo mercato ha registrato una rapida crescita a livello internazionale, coinvolgendo sempre più aziende, enti pubblici e gestori forestali. All’iniziale fase di crescita, è seguita un periodo di rallentamento, dovuto alle preoccupazioni sulla qualità del credito e sulla trasparenza, che hanno portato a un maggiore controllo e a un orientamento verso progetti più integri.

Anche in Italia si è registrato un andamento simile: secondo i dati del Nucleo Monitoraggio Carbonio del CREA, i volumi di crediti di carbonio venduti sono passati da alcune centinaia di migliaia di tonnellate nel 2020 a oltre un milione di tonnellate sia nel 2021 che nel 2022, mentre il prezzo medio per tonnellata è aumentato da circa 14 € nel 2020 a oltre 28 € nel 2022 (fonte Maluccio S., Grassi T., Romano R. (2024). Progetti forestali di sostenibilità 2021-2022. Nucleo Monitoraggio Carbonio, CREA, Roma. ISBN: 9788833853819)

Tuttavia, nonostante questa crescita, il mercato nazionale è rimasto non strutturato e privo di regole condivise, con titoli calcolati secondo metodi differenti e spesso senza una certificazione indipendente. L’assenza di un Registro pubblico di riferimento funzionante ha favorito le transazioni di crediti generati all’estero, a scapito dei progetti forestali italiani. È in questo contesto che arrivano le linee guida per la gestione del Registro nazionale dei crediti di carbonio forestali, uno strumento che porterà chiarezza, trasparenza e credibilità a un settore finora privo di coordinamento normativo.

Il Registro riguarda, per ora, la sezione forestale, mentre la sezione agricola è ancora in corso di definizione.

Un’opportunità per imprese e territori

Il nuovo sistema che si svilupperà in Italia a seguito dell’istituzione del Registro non è solo un passo avanti per la governance climatica, ma anche un’opportunità concreta per chi vive e lavora nei territori.

Per i proprietari e gestori forestali, può rappresentare un riconoscimento economico delle buone pratiche di gestione, creando così una fonte di reddito aggiuntiva. Per le imprese, mette a disposizione progetti certificati su cui investire per contribuire in modo trasparente ai propri impegni per il clima.

La progettazione e la relativa certificazione richiedono tuttavia investimenti tecnici, come la stesura di un piano di gestione forestale, che possono comportare costi aggiuntivi per proprietari e gestori. In questo contesto, la cooperazione tra proprietari e le forme associative forestali possono diventare determinanti per aggregare superfici, ridurre i costi unitari e gestire i progetti in modo efficiente.

Inoltre, per garantire integrità ai progetti ed evitare il rischio di comunicazione ingannevole e greenwashing, le linee guida includono regole per i possibili acquirenti dei crediti, per cui le aziende che acquistano crediti dovranno dimostrare di avere attivato un percorso di riduzione e compensazione delle emissioni

Un credito di carbonio è un certificato ambientale che rappresenta la riduzione, l’evitamento o la rimozione di una tonnellata di anidride carbonica equivalente (tCO₂e) dall’atmosfera. È un titolo negoziabile nei mercati del carbonio, generato da progetti che dimostrano un impatto climatico misurabile, verificabile e addizionale rispetto a uno scenario di riferimento (baseline). Inoltre un credito di carbonio deve essere certificato da un ente di certificazione accreditato e inscritto in un registro ufficiale pubblico o privato. I crediti di origine forestale possono derivare da iniziative come la riforestazione, la gestione forestale sostenibile, la conservazione degli ecosistemi o le pratiche agricole rigenerative. Questi strumenti consentono di valorizzare economicamente i benefici climatici dei progetti e di creare un legame virtuoso tra chi riduce o rimuove emissioni e chi investe per raggiungere i propri obiettivi di decarbonizzazione.

Come funziona il nuovo sistema

Le Linee guida disciplinano in dettaglio la procedura per la presentazione, verifica e registrazione dei progetti forestali, che devono prevedere pratiche di miglioramento della gestione forestale, di rimboschimento, imboschimento, arboricoltura da legno e agroforestazione, con impegni di lunga durata e monitoraggio rigoroso. Inoltre, sono regolamentati anche i crediti legati ai prodotti legnosi di lunga durata che stoccano carbonio per almeno 35 anni, favorendo un’economia circolare e sostenibile del legno.

Il sistema coinvolge:

  • Operatori o gruppi di operatori (proprietari/gestori pubblici e privati di superfici agricole e forestali) che vogliono realizzare progetti di sequestro;
  • Imprese e investitori interessati ad acquistare crediti certificati;
  • Organismi di Certificazione indipendenti (OCE) accreditati da Accredia.

Iter di registrazione e certificazione

Il Registro sarà pienamente operativo una volta completate le procedure di implementazione presso il CREA, che gestirà il sistema informatico e assicurerà l’interazione con ISPRA, Regioni, SIAN e SINFor. Potranno essere registrati crediti generati dal 1° gennaio 2021 in poi, se conformi alle Linee Guida e coerenti con il Regolamento UE 2018/841 e l’Accordo di Parigi. I crediti sono utilizzabili solo nel mercato volontario nazionale (non in EU ETS o CORSIA).

Attività ammissibili (sintesi)

  • Miglioramenti di gestione: allungamento del turno nei cedui, prevenzione incendi e fitopatie, tutela della rinnovazione, naturalizzazione di struttura e composizione, ricolonizzazione naturale su aree degradate.
  • Prodotti legnosi di lunga durata: uso strutturale con durata minima ≥35 anni e materiale di provenienza nazionale.
  • Imboschimenti e rimboschimenti, arboricoltura permanente, agroforestazione (sistemi silvo-arabili e silvo-pastorali con densità 50–150 piante/ha), interventi post-eventi estremi, fasce tampone, frangivento, corridoi ecologici, alberature.

 

Attività non ammissibili 

  • interventi con impatti ambientali/sociali negativi;
  • riduzioni del prelievo non previste da piani/atti normativi;
  • rimboschimenti in zone umide;
  • sostituzione di foreste naturali;
  • interventi obbligatori (VIA, VAS, compensazioni);
  • impianto di specie esotiche invasive.

Un mercato più chiaro e affidabile

Con l’attuazione del Registro nazionale, l’Italia colma finalmente un vuoto normativo che durava da anni e mette ordine in un mercato finora frammentato. Le nuove Linee guida forniscono, inoltre, regole certe e criteri omogenei per la creazione e la compravendita dei crediti di carbonio, garantendo che ogni progetto sia basato su dati scientifici verificabili e certificato da enti indipendenti.

Il Registro pubblico sarà consultabile online e offrirà tracciabilità e trasparenza su tutti i progetti iscritti, consentendo di conoscere chi genera i crediti, dove vengono realizzati gli interventi e quanta CO₂ viene effettivamente assorbita. Si tratta di un passo decisivo per dare credibilità al mercato volontario del carbonio italiano e offrire a imprese, cittadini e amministrazioni la possibilità di investire in progetti di alta qualità ambientale, in grado di generare benefici concreti per il clima, la biodiversità e le comunità locali.

Oltre a essere uno strumento di regolazione, il Registro rappresenta anche una leva di sviluppo: permetterà di attirare nuovi investimenti nelle aree rurali e forestali, promuovendo una gestione più sostenibile e attiva dei boschi, capace di creare occupazione, valore economico e resilienza territoriale.

Un tassello chiave di LIFE ClimatePositive

La messa in opera del Registro nazionale dei crediti di carbonio forestali non è un punto di arrivo, ma il risultato di un percorso lungo e condiviso, portato avanti da una rete di diversi enti, istituzionali e non, che hanno lavorato assieme per rendere solido e trasparente il mercato volontario del carbonio forestale in Italia. 

In questo percorso si inserisce il progetto LIFE ClimatePositive, coordinato da Etifor e finanziato dal programma LIFE della Commissione Europea, che dal 2022 rafforza e amplia il lavoro già avviato da Etifor a supporto del CREA e del Nucleo di Monitoraggio Carbonio. Da tempo, infatti, Etifor partecipa ai tavoli di lavoro contribuendo alla definizione delle basi tecniche, scientifiche e operative per l’attuazione delle Linee Guida nazionali e alla redazione di documenti strategici come il report “Progetti forestali di sostenibilità in Italia”

Grazie al progetto LIFE ClimatePositive sono stati sviluppati strumenti fondamentali per la concretizzazione del Registro, come l’analisi dei regolamenti forestali regionali per la costruzione di una baseline condivisa a livello nazionale, la realizzazione del Carbon Tool per stimare e monitorare gli stock di carbonio nelle foreste, e la sperimentazione di progetti pilota che hanno testato sul campo pratiche di gestione forestale sostenibile, che possono fungere da esempi replicabili su scala nazionale. Questi strumenti, basati su un solido e rigoroso quadro metodologico, saranno fondamentali per orientare i proprietari e gestori forestali nello sviluppo di interventi di qualità per la creazione di crediti di carbonio di orgine forestale.

Il progetto LIFE ClimatePositive, rappresenta, quindi, un tassello fondamentale nel percorso verso un’economia che tutela il clima e la biodiversità, in cui la gestione sostenibile dei boschi e del territorio si integra pienamente nelle strategie climatiche nazionali ed europee.  

Per maggiori informazioni sul progetto visita: www.lifeclimatepositive.it e iscriviti alla newsletter.