Percorsi di rigenerazione per andare oltre la sostenibilità
Alla ricerca di un’offerta turistica che risponda alle esigenze della comunità e dell’ambiente naturale.
CLIENTE
- Unione Europea
PARTNER
- Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano
- di Sella Nevea e di passo Pramollo
- NLW Tourismus Marketing GmbH
- Società Cooperativa Turistica Alta Badia
- Etifor
Contesto
Alla luce delle sfide complesse che i territori e le destinazioni si trovano ad affrontare (congestione, traffico, uso eccessivo delle risorse, sentimenti di anti-turismo, deterioramento degli habitat…), forse parlare di sostenibilità non è più sufficiente. È necessario un cambiamento di prospettiva nel turismo, passando da un impegno che si limita alla riduzione dell’impatto ambientale a un approccio incentrato sulla rigenerazione, che ha l’obiettivo di generare un impatto positivo sulle aree locali e di apportare valore all’ambiente e alle comunità coinvolte.
La missione delle organizzazioni di gestione di una destinazione è sempre meno quella di fare marketing e sempre più quella di stimolare la stewardship, ossia gestire mettendo al centro il concetto di cura del territorio.
Il progetto
Per ottenere questo risultato il progetto REGENERATE vuole accrescere la consapevolezza nei territori, attivando un processo di coinvolgimento del tessuto sociale nella creazione di un’offerta turistica che risponda alle esigenze espresse dalla comunità e dall’ambiente naturale circostante.
Il progetto prevede il coinvolgimento di aree territoriali con differenti approcci e maturità del proprio sviluppo turistico, in particolare per l’Italia Alta Badia, Tarvisiano, Dolomiti Bellunesi; per l’Austria Nassfeld-Pressegger See, Lesachtal und Weissensee.
La logica di intervento prevede:
- Un lavoro di analisi e monitoraggio dell’impatto ambientale, socio-economico e culturale delle politiche turistiche finora implementate, con una riflessione specifica sui cambiamenti correlati all’ottenimento della certificazione di sostenibilità secondo lo standard GSTC;
- Un lavoro sulla governance delle destinazioni partner, grazie alla condivisione di buone pratiche, la pianificazione di una strategia di comunicazione condivisa e lo sviluppo di un “toolkit della sostenibilità” rivolto agli operatori del settore turistico;
- Un innovativo percorso di capacity building e co-creazione di esperienze e servizi sviluppati secondo un approccio rigenerativo al turismo che vedrà le comunità locali, nello specifico i giovani, come protagonisti assoluti.
Costo del progetto: 863.883,60 €
Etifor: 211.745,60 €
Data di inizio: Febbraio 2024
Fine: Aprile 2026
Il nostro contributo
Etifor mette a disposizione del partenariato una consolidata esperienza e passione nel settore turistico sostenibile e dello sviluppo locale dei territori montani e rurali. In REGENERATE, Etifor sarà a supporto di tutto il partenariato, e nello specifico del territorio Dolomiti Bellunesi, per:
- Sviluppare la metodologia di redazione del piano di monitoraggio delle politiche turistiche di sostenibilità, che tengano conto degli impatti sull’ambiente e sulle condizioni socio-economiche delle comunità locali;
- Predisporre strumenti di comunicazione e di diffusione delle buone pratiche che siano in grado di valorizzare le specificità dei temi affrontati dal progetto;
- Progettare il processo di co-design insieme alle comunità locali per la definizione delle esperienze rigenerative.
Study visit alla Via degli Dei
Nella fase finale del progetto REGENERATE, abbiamo organizzato una study visit lungo la Via degli Dei, uno dei cammini più frequentati d’Italia e un caso studio interessante per riflettere sulla governance territoriale legata al turismo.
Il confronto con realtà come Bologna Welcome e Appennino Slow, insieme all’esperienza diretta sul cammino, ci ha permesso – insieme ai partner di progetto e a giovani provenienti dalle aree pilota – di approfondire il format ExtraBO, che promuove l’offerta turistica oltre la cintura urbana, un caso unico in Italia.
Cosa ci portiamo a casa da questa visita?
- Un cammino può diventare motore di rigenerazione delle aree interne: paesi a rischio spopolamento, dove strutture e attività erano in chiusura, hanno trovato nuova vita grazie al flusso di camminatori, favorendo la nascita di piccoli alberghi, B&B, empori, botteghe, ristoranti e pizzerie.
- Il cammino diventa così una “destinazione longitudinale”, in cui il viandante si sente accolto. Questo è possibile non solo grazie a un’organizzazione strutturata, ma anche a un tessuto sociale e relazionale che ha costruito una propria cultura turistica.
- In una città sempre più attrattiva come Bologna, puntare su attività outdoor fuori dalle mura si è rivelata una scelta strategica per distribuire i flussi e valorizzare il territorio.
Questo tipo di esperienze sta contribuendo a rendere più concreti e implementabili i servizi turistici sviluppati nei territori coinvolti nel progetto.








