Una guida al concetto di Net Zero: significato, come si raggiunge, limiti dell’obiettivo e un’alternativa più ambiziosa.

La comunità scientifica concorda nell’affermare che le attività svolte dall’essere umano – cosiddette antropiche – siano tra le principali fonti di emissioni di gas a effetto serra (GHG) nell’atmosfera e pertanto abbiano accelerato e acutizzato il fenomeno del surriscaldamento globale e della crisi climatica.

Per limitare l’innalzamento della temperatura a non più di 1,5°C – in linea con quanto previsto dall’Accordo di Parigi del 2015 – le emissioni globali dovrebbero raggiungere lo zero netto (Net Zero) entro il 2050. Ma cosa si intende per Net Zero?

 

Che cosa significa Net Zero?

Con il termine Net Zero si intende una situazione in cui la differenza tra le emissioni di gas a effetto serra rilasciate in atmosfera e quelle rimosse dall’atmosfera è pari a zero.

Per comprendere meglio cosa si intende per obiettivo Net Zero, può essere utile scomporre il concetto nelle due parole che lo compongono.

Il termine “Zero” si riferisce a una situazione in cui le emissioni di gas a effetto serra prodotte dalle attività umane sono eliminate interamente. Tuttavia, questo è un risultato impossibile da realizzare. Ci sono infatti dei settori – cosiddetti hard to abate (“difficili da evitare”) – come l’aviazione e il trasporto marittimo – di cui per il momento non è possibile eliminare le emissioni e che resteranno grandi fonti di gas serra anche negli scenari più ottimistici. 

Queste emissioni difficili da evitare – che chiameremo residue – devono essere neutralizzate tramite la rimozione della stessa quantità di gas serra dall’atmosfera. È proprio per questo motivo che si parla di emissioni “Net Zero” e non solo di “Emissioni Zero”.

Con il Green Deal, anche l’Unione Europea ha il Net Zero fra i suoi obiettivi: ambisce infatti a raggiungere l’impatto climatico zero nel 2050, impegnandosi entro il 2030 a ridurre le emissioni di gas serra del 55% (rispetto ai livelli del 1990) e piantando 3 miliardi di nuovi alberi nel territorio europeo.

Come si raggiunge l’obiettivo Net Zero?

L’obiettivo Net Zero si può considerare sia a livello globale – come abbiamo fatto finora – che declinare nel contesto della singola azienda od organizzazione. 

Ogni azienda può infatti intraprendere un percorso verso un obiettivo Net Zero: Science Based Targets initiative – un punto di riferimento per le organizzazioni che vogliono porsi obiettivi di riduzione delle emissioni basati sulla scienza – delinea un percorso che si sviluppa su base annua e prevede 3 step:

  1. Definire precisi target di riduzione delle emissioni lorde all’interno della catena del valore: è richiesta una riduzione annuale delle emissioni in linea con la traiettoria che ambisce a contenere l’aumento della temperatura globale entro la soglia massima di 1,5°C
  2. Compensare le emissioni tramite prevenzione (in inglese avoidance), eseguita sostenendo progetti al di là della catena del valore: un’attività ambiziosa facoltativa, per le aziende che scelgono di sostenere progetti che forniscono impatti positivi per il clima e la natura;
  3. Neutralizzare le emissioni residue quando le aziende si avvicinano al limite tecnologico e al loro obiettivo Net Zero, sostenendo progetti di rimozione (in inglese removal).
Come si raggiunge l’obiettivo Net Zero?

Compensare le emissioni: la differenza tra avoidance e removal

Nel paragrafo precedente abbiamo menzionato due diverse modalità di compensazione delle emissioni: prevenzione (avoidance) e rimozione (removal). Può essere utile chiarirne le differenze.

Stabiliamo innanzitutto che per compensazione si intende la riduzione dell’impronta di carbonio di un’azienda, che si ottiene tramite il finanziamento di un’altra organizzazione che svolge progetti per prevenire o rimuovere le emissioni di gas serra.

La prevenzione delle emissioni (emission avoidance) consiste nell’eliminazione o sostituzione di una attività che produce emissioni di gas serra. Un’azienda ad esempio può compensare le proprie emissioni finanziando l’installazione di un parco eolico, senza il quale l’energia sarebbe stata prodotta con carbone, o finanziando la protezione di una foresta, che in caso contrario sarebbe stata disboscata. 

La rimozione (removal) consiste in una serie di attività che rimuovono gas serra dall’atmosfera. Esistono diverse tecnologie e pratiche che permettono ad esempio di rimuovere l’anidride carbonica (in inglese Carbon Dioxide Removal o CDR) dall’atmosfera e immagazzinarla in modo duraturo nella vegetazione, nel suolo, nelle formazioni geologiche, nell’oceano o anche in appositi impianti di stoccaggio. I progetti di riforestazione rientrano fra le attività di rimozione.

Le attività di prevenzione (avoidance) quindi non riducono i livelli di gas serra già presenti in atmosfera – funzione che viene svolta dalle azioni di rimozione (removal) – ma più semplicemente, evitano di aumentarli ulteriormente.

Per sottolineare questa differenza, preferiamo parlare di neutralizzazione delle emissioni nel caso della rimozione (removal) e di compensazione quando si parla di prevenzione (avoidance). 

Net Zero o Carbon Neutral: cosa cambia?

Il concetto di Net Zero spesso viene utilizzato come sinonimo di Carbon Neutral. Tuttavia, i due termini si distinguono per alcuni aspetti. 

Un’azienda può definirsi Carbon Neutral senza porsi target di riduzione delle emissioni, limitandosi a misurare il proprio impatto ed eseguire annualmente la compensazione delle emissioni prodotte. Nell’obiettivo Net Zero viene invece data priorità alla riduzione delle emissioni.

Per raggiungere l’obiettivo Carbon Neutral inoltre, non è necessario prediligere l’investimento in progetti di rimozione (removals) ma lo si può raggiungere anche limitandosi a compensare sostenendo progetti di sola prevenzione (avoidance).

Lo standard Net Zero negli ultimi anni sta sostituendo la Carbon Neutrality, poiché supportato da una metodologia più affidabile dal punto di vista scientifico.

In sintesi, l’obiettivo Net Zero è più ambizioso in quanto richiede per prima cosa la riduzione delle emissioni – sull’intera catena del valore – e prevede la neutralizzazione delle emissioni residue attraverso progetti di rimozione (removals).

Oltre l’obiettivo Net Zero

Nell’obiettivo Net Zero vengono considerate esclusivamente le emissioni di gas a effetto serra e gli impatti sul clima. Ma è ormai ben noto che le attività antropiche hanno effetti negativi anche sulla salute del Pianeta, determinando la crisi ecologica che coinvolge gli ecosistemi terrestri. 

Nel 2009, con lo studio «Planetary Boundaries» sono stati individuati 9 processi fondamentali del sistema naturale globale (connessi a 9 impatti ambientali) e sono state definite le relative soglie limite che delimitano uno spazio sicuro per il prosperare dell’umanità, oltre le quali si rischia di modificare irreversibilmente lo stato ecologico del Pianeta. Il nostro percorso di sviluppo è in rotta di collisione con la stabilità del sistema naturale globale: ad oggi 6 su 9 limiti planetari sono stati superati. 

Diventa così necessario porsi un obiettivo globale per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, ma che preveda anche il ripristino della natura. Questo obiettivo esiste, si chiama Nature Positive, e ha lo scopo di unire tutti i paesi con l’ambizione condivisa di invertire la perdita della natura entro il 2030.

Net Zero: cosa possono fare le aziende?

Un percorso di responsabilità climatica strutturato inizia dalla misurazione degli impatti dell’azienda, monitorando anno per anno e riducendoli in linea con la scienza climatica.

Possiamo accompagnare le aziende in questo percorso per raggiungere l’obiettivo Net Zero, ma anche verso obiettivi più ambiziosi.

Abbiamo spiegato il nostro approccio in un video:

Il nostro approccio infatti è pensato per andare oltre la neutralità – oltre l’obiettivo Net Zero – e creare benefici all’ambiente.

Aiutiamo le aziende a conoscere e mitigare i rischi che minacciano l’attività e ad avere un impatto positivo, partecipando a progetti per la tutela dell’ambiente e il benessere delle persone, sostenendo progetti forestali che rigenerano gli ecosistemi e proteggono la natura. In questo, le aziende possono contribuire a un futuro climate positive e nature positive.