Rinascita di un’oasi: riqualificazione dell’area umida Oasi Gabbianello per la biodiversità e la resilienza idrica
Supportiamo Sanpellegrino nella riqualificazione e nel monitoraggio di un'area umida in stato di degrado, restituendole valore ecologico e funzione idrica
CLIENTE
- Sanpellegrino
foto di Matteo Campostrini
Contesto
Le aree umide sono tra gli ecosistemi più ricchi di biodiversità e più preziosi dal punto di vista idrologico. Possono però degradarsi rapidamente: l’interrimento progressivo a causa dell’accumulo di sedimenti, l’erosione delle sponde, la perdita di continuità degli afflussi idrici e la proliferazione di specie invasive, possono innescare una spirale di deterioramento che impoverisce habitat, biodiversità e paesaggio.
È quanto stava accadendo all’Oasi Gabbianello, un’area umida di proprietà comunale situata a Barberino di Mugello, in provincia di Firenze. La presa sul torrente Tavaiano, da cui dipende l’alimentazione idrica dell’oasi, non era ottimizzata e causava un afflusso d’acqua irregolare e discontinuo. La parte allagata era soggetta a progressivo interrimento a causa del deposito di sedimenti, i cinghiali stavano causando problemi diffusi di erosione delle sponde, le strutture ricreative versavano in stato di abbandono e l’habitat per la fauna selvatica si stava riducendo in modo preoccupante.
Il progetto
Sanpellegrino, in collaborazione con Etifor e il Comune di Barberino di Mugello, ha avviato un ambizioso progetto di riqualificazione integrale dell’Oasi Gabbianello, con l’obiettivo di ripristinarne le funzioni ecologiche e idriche e restituirla alla comunità come spazio naturale vitale e accessibile.
Gli interventi previsti comprendono l’efficientamento e l’automazione dell’opera di presa sul torrente Tavaiano, la rimozione dei sedimenti accumulati, l’ampliamento dell’area umida e la creazione di una zona di esondazione controllata per trattenere l’eccesso d’acqua durante gli eventi di precipitazione intensa.
A questi si aggiungono il ripristino della sentieristica e dei capanni di osservazione dell’avifauna, l’impianto di specie arboree e arbustive autoctone e la messa a dimora di specie igrofile. Il risultato complessivo è un’oasi con maggiore capacità idrica, più stabile nel tempo e con minori fluttuazioni stagionali, condizioni fondamentali per sostenere una fauna diversificata.
Il nostro contributo
Etifor ha accompagnato il progetto in tutte le sue fasi, dalla pre-fattibilità alla progettazione, dall’implementazione al monitoraggio.
Nella fase iniziale abbiamo condotto l’analisi di pre-fattibilità e contribuito alla concettualizzazione e allo sviluppo del progetto, definendo gli obiettivi ecologici e le strategie di intervento più adeguate al contesto. Nella fase di progettazione tecnica abbiamo coordinato il lavoro dei progettisti specializzati, garantendo la coerenza tra le scelte ingegneristiche e gli obiettivi di ripristino ecologico.
Durante l’implementazione dei lavori abbiamo svolto il ruolo di consulenti scientifici, assicurando che gli interventi fossero eseguiti in linea con le finalità naturalistiche del progetto. A partire dal 2026 e fino al 2030, Etifor condurrà il monitoraggio della biodiversità, con particolare attenzione all’avifauna e all’erpetofauna – incluse specie di anfibi minacciate di estinzione – per misurare e documentare gli impatti positivi del progetto sulla fauna selvatica dell’oasi nel lungo periodo.







