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Nel 2023 il Comune di Siena ha ottenuto la certificazione GSTC, diventando la prima città d’arte italiana a raggiungere questo riconoscimento internazionale. Un percorso avviato nel 2021 insieme a Etifor, che ha portato la città a ripensare in modo strutturato la propria governance turistica. Ne abbiamo parlato con Vanna Giunti, Assessore al Turismo.

Qual era l’esigenza o la sfida che vi ha portato a collaborare con Etifor?

Nel 2021, la scelta di collaborare con Etifor è nata non dalla ricerca di un consulente per “vendere” meglio Siena, ma dall’esigenza di una guida che ci aiutasse a proteggere la città intesa come organismo vivo. Abbiamo voluto scardinare la “dittatura” dei soli dati su arrivi e presenze per abbracciare un modello di gestione sostenibile, capace di trasformare il turismo da fenomeno estrattivo a risorsa rigenerativa per il territorio. Attraverso l’adozione dello standard GSTC, abbiamo rafforzato la nostra governance interna, superando la frammentazione tra uffici per creare una cabina di regia trasversale che coinvolge pubblico, privato e società civile nel monitoraggio di nuovi indicatori di benessere sociale, ambientale e culturale. In sintesi, ci siamo dotati di un “libretto di istruzioni” scientifico per smettere di subire passivamente i flussi turistici e iniziare a governarli come una funzione vitale della città, garantendo che Siena resti, prima ancora che una meta ammirata dal mondo, una comunità autentica in cui i propri abitanti desiderano vivere.


Via Francigena

Cosa è cambiato, in modo concreto, dopo questo percorso? 

Dopo il percorso intrapreso con Etifor, il cambiamento più significativo è stata la transizione da una gestione frammentata a un sistema integrato guidato operativamente dal nostro piano “Per un Buon Governo del Turismo a Siena” ispirato al famoso affresco del Lorenzetti. 

Concretamente, abbiamo istituzionalizzato il coinvolgimento dei portatori d’interesse attraverso incontri sistematici e questionari che alimentano un rigoroso sistema di monitoraggio di indicatori ESG, permettendoci di basare le scelte su dati oggettivi anziché su intuizioni. Questo ci permette di portare avanti una rendicontazione annuale degli impatti, uno strumento di trasparenza che permette alla cittadinanza di verificare il valore reale restituito al territorio, favorendo al contempo una collaborazione senza precedenti tra enti (come urbanistica, gestione dei rifiuti e servizi sociali) che prima non dialogavano con il comparto turistico. 

La sostenibilità era già un valore identitario della Città, mantenuto grazie al dialogo secolare con la campagna circostante e ai vari enti come l’Alleanza per la Carbon Neutrality che ogni giorno si impegna per la tutela ambientale. Tuttavia il percorso ha permesso di fare ordine rispetto alle varie progettualità esistenti e a diffondere una cultura del turismo sostenibile.


Duomo di Siena

Nel percorso intrapreso, che ha visto il raggiungimento della certificazione GSTC, quali aspetti sono stati più complessi da affrontare e quali benefici (anche misurabili) ha portato questo lavoro?

Ottenere e mantenere la certificazione GSTC non è un traguardo che si raggiunge “per inerzia”, ma un impegno continuo. Uno degli scogli principali è superare i silos degli Uffici Comunali per creare un sistema di gestione integrato. D’altra parte l’attivazione dei privati risulta complicata per un ente pubblico. Ad oggi abbiamo lavorato per la diffusione di linee guida anche attraverso formazioni specifiche, ma siamo pronti ad attivarci per un maggior sostegno alle imprese anche grazie al sostegno della Camera di Commercio.

Rispetto ai benefici, Siena grazie anche al percorso avviato con lo standard GSTC ha recentemente ottenuto la vittoria dell’European Green Leaf Award 2027. La città è stata riconosciuta per le sue efficaci strategie ambientali, in particolare nell’ampliamento delle aree verdi pubbliche e nel miglioramento della gestione dei rifiuti. L’efficienza del servizio, la qualità dei processi di raccolta e la capacità di ridurre gli scarti a favore del riciclo hanno rappresentato uno dei punti di forza della candidatura senese. Questa transizione ecologica cammina di pari passo con la coesione sociale, con un miglioramento della soddisfazione dei residenti per la gestione turistica.


Allegoria del Buon Governo – Ambrogio Lorenzetti 1338

Qual è il rischio, oggi, per una città d’arte che attrae turisti da tutto il mondo decidere di non investire in una gestione sostenibile del turismo?

Per una città d’arte, decidere oggi di non investire in una gestione sostenibile non è solo una scelta miope, ma un vero e proprio rischio di “autoconsumo” identitario ed economico. Il pericolo reale è quello di scivolare verso un modello estrattivo che trasforma il centro storico in un involucro vuoto, un “parco a tema” dove la gentrificazione espelle i residenti e soffoca la vita autentica dei residenti, spegnendo proprio quell’anima che la rende viva. Senza la bussola della certificazione GSTC e di un piano strategico solido, la città finirebbe per subire passivamente flussi “mordi e fuggi” ad alto impatto ambientale e scarso valore aggiunto, declassando il proprio brand a livello globale e perdendo competitività in un mercato che, nel 2026, premia le destinazioni capaci di dimostrare il rispetto per il proprio ecosistema sociale e naturale.