Un modello di gestione rigenerativa per il bacino dell’Arno
Con Kering e Conservation International abbiamo dato vita al Water Resilience Lab – Arno Basin: istituzioni, imprese e scienza per trattenere 48 milioni di metri cubi d'acqua nel bacino.
CLIENTE
- Kering
PARTNER
- Conservation International
- Università degli Studi di Firenze (DAGRI
- DICEA)
«Oggi è necessario mettere in connessione competenze, risorse e responsabilità, favorendo il dialogo tra chi investe e chi conosce e gestisce il territorio.»
Alessandro Leonardi, CEO di Etifor | Valuing Nature
Contesto
Il fiume Arno attraversa il cuore della Toscana. Nel suo bacino vivono 2,3 milioni di persone e lavorano alcuni dei distretti produttivi più importanti d’Italia: tessile, conciario, orafo, cartario, agroalimentare, florovivaistico, turistico. Tutti dipendono dalla salute del fiume e ne condividono i rischi.
Oggi il bacino è esposto all’intero spettro dei rischi idrici: alluvioni, siccità, inquinamento e degrado degli ecosistemi. Le alluvioni del 2023 in Toscana hanno causato danni stimati in 1,89 miliardi di euro, ed entro il 2030 la regione dovrebbe registrare oltre 50 giorni all’anno di stress termico.
Davanti a rischi di questa portata gli interventi isolati non bastano: imprese ed enti pubblici investono nello stesso bacino, contro gli stessi rischi, ma in modo frammentato. Serve un’azione collettiva fondata sulla scienza, capace di unire risorse, competenze e capitali attorno alle stesse priorità.
Il progetto
Il Water Resilience Lab – Arno Basin, promosso da Kering, Conservation International ed Etifor, è una piattaforma che riunisce istituzioni pubbliche, imprese, università, comunità scientifica e attori finanziari per rigenerare il bacino e rafforzarne la resilienza idrica nel lungo periodo. L’obiettivo è un bacino “Water Positive” entro il 2050, che rigeneri più acqua di quanta ne consuma. Il Lab fa parte di un programma globale di Kering che punta a un impatto idrico netto positivo entro il 2050 in dieci bacini prioritari nel mondo: l’Arno è il primo a essere avviato e farà da modello per gli altri.
Il Lab coordina soluzioni basate sulla natura e interventi industriali, e li finanzia con un modello di finanza mista: quote dei partner privati, fondi pubblici, filantropia e nuovi strumenti come i resilience credit. Lavora in linea con i principali framework internazionali, tra cui CEO Water Mandate, SBTN, TNFD e Alliance for Water Stewardship.
Il 2 novembre 2026, a Palazzo Medici Riccardi a Firenze, il Lab è stato presentato pubblicamente insieme alla sua roadmap condivisa. Tra i primi a contribuire e finanziare ci sono LVMH, primo gruppo privato a unirsi ai più alti livelli, Burberry, Giardini di Toscana e Italpreziosi, insieme a numerose realtà che cofinanziano progetti sul territorio.
Il nostro contributo
- Diagnosi scientifica del bacino. Nel 2025, con i dipartimenti DAGRI e DICEA dell’Università degli Studi di Firenze, abbiamo condotto l’analisi idrologica, ecosistemica e socio-economica che ha individuato dove l’azione coordinata genera il maggiore impatto. Le stime indicano che trattenere circa 48 milioni di metri cubi d’acqua ridurrebbe l’impatto delle alluvioni, e che ogni metro cubo trattenuto con soluzioni basate sulla natura eviterebbe circa 157 euro di danni.
- Roadmap e 6 hotspot. Sulla base dell’analisi e del confronto con gli stakeholder pubblici e privati, abbiamo contribuito alla roadmap del Lab, basata su un approccio Nexus tra acqua, natura, clima e società. Insieme a Conservation International, CEO Water Mandate e Water Resilience Coalition stiamo costruendo il portafoglio di interventi. La roadmap individua sei hotspot in cui sono già partiti i primi progetti: casse di espansione nella Piana di Pistoia (Ombrone/Bisenzio), ripristino di zone umide e boschi a Villa Petriolo, zone umide al Lago di Sibolla, riforestazione a Pisa lungo l’Era, aree verdi urbane contro le alluvioni lungo il Pescia, fascia ripariale nella Piana di Arezzo e in Val di Chiana.
- Segreteria del Lab. Coordiniamo la progettazione e l’attuazione delle iniziative e accompagniamo imprese ed enti nell’adesione al Lab.
- Modello finanziario. Abbiamo disegnato il mosaico di strumenti che sostiene il Lab: secondo le stime, ogni euro investito in soluzioni basate sulla natura genera circa 5 euro di valore economico, e ogni euro privato attiva 3 euro di capitale pubblico.



