Un modello di gestione rigenerativa per il bacino dell’Arno

Un modello di gestione rigenerativa per il bacino dell’Arno

Sosteniamo Kering nella rigenerazione idrica del bacino del fiume Arno

 

DOVE

  • Italia

QUANDO

2026-2028

CLIENTE

  • Kering

Contesto

Il fiume Arno attraversa l’intera Toscana, un territorio che ospita 3,6 milioni di persone, 18 milioni di turisti l’anno e alcuni tra i distretti industriali più rilevanti d’Italia: moda di lusso, oreficeria, agricoltura e turismo. Questo stesso territorio fa grande affidamento sulle acque superficiali e sotterranee del bacino e affronta oggi l’intero spettro dei rischi idrici: alluvioni, siccità, inquinamento e perdita di funzionalità degli ecosistemi. Solo le alluvioni che hanno colpito la Toscana nel 2023 hanno causato danni economici stimati in 1,89 miliardi di euro.

Di fronte a questa vulnerabilità, nessun singolo attore – impresa, ente pubblico o comunità – può da solo garantire la sicurezza idrica del bacino. Serve un modello di azione collettiva, fondato su basi scientifiche solide e capace di unire risorse, competenze e capitali di settori diversi attorno alle stesse aree di intervento prioritarie.

Il progetto

Kering, gruppo globale del lusso, ha lanciato il Water Resilience Lab – Arno Basin: il primo progetto in Italia promosso da un’azienda industriale che unisce enti pubblici, imprese e organizzazioni del territorio attorno alla gestione condivisa del bacino. L’iniziativa fa parte di un programma globale del Gruppo, che punta a un impatto idrico netto positivo entro il 2050 attraverso dieci bacini prioritari nel mondo: l’Arno è il primo a essere avviato e farà da modello per gli altri.

Il Lab integra ricerca scientifica e partecipazione territoriale: piccole, medie e grandi imprese, istituzioni pubbliche, centri di ricerca e società civile lavorano insieme per identificare e finanziare interventi capaci di generare un impatto positivo e misurabile su acqua, biodiversità e resilienza climatica del bacino.

Il nostro contributo

Insieme al Dipartimento DAGRI dell’Università di Firenze, abbiamo condotto la diagnosi scientifica del bacino – idrologica, ecosistemica e socio-economica – individuando 6 hotspot ad alto impatto su cui concentrare l’azione e stimando un potenziale di stoccaggio di 34 milioni di m³ di acqua all’anno attraverso soluzioni basate sulla natura.

Su questa base, stiamo costruendo insieme a Conservation International, CEO Water Mandate e Water Resilience Coalition un portafoglio di interventi Nature Based – dal ripristino di zone umide e foreste a monte, alla riforestazione urbana lungo il Pescia, fino alla creazione di bacini di laminazione nel Prato-Pistoiese – ciascuno collegato a un rischio specifico e a un cluster produttivo da proteggere, dal distretto conciario di Santa Croce al comparto orafo aretino. Il percorso porterà alla definizione della “Arno Basin Roadmap to Resilience”, la strategia condivisa che guiderà l’azione dei prossimi anni, e all’attivazione di meccanismi di finanza mista per moltiplicare l’impatto di ogni euro investito.

Condividi questa pagina!

Go to Top