
FITT S.p.A. è un’azienda internazionale nata nel 1969 nel Vicentino, oggi leader e pioniera nello sviluppo e nella produzione di soluzioni innovative per il trasporto e la gestione dei fluidi, sia in ambito domestico che industriale. Nel 2023 lancia la nuova Visione 2025-2033 “Carry the flow of life together“, che mette la risorsa idrica al centro del percorso aziendale in quanto elemento chiave dei flussi gestiti da FITT.
È proprio attraverso il progetto LIFE Svolta Blu, nato per rispondere allo stress idrico crescente nel territorio vicentino, che FITT entra in contatto con Etifor. Insieme, stiamo lavorando al calcolo della water footprint aziendale secondo la ISO 14046: un percorso che sta aiutando l’azienda a capire meglio i propri impatti, rischi e opportunità legati all’acqua.
Ne abbiamo parlato con Martina Carraro, Sustainability & Environmental Specialist, ed Elisa Losco, HSE Manager di FITT S.p.A., che ci hanno raccontato cosa ha significato questo lavoro dall’interno.

Qual è il motivo che vi ha portato a collaborare con Etifor e a partecipare a LIFE Svolta Blu?
Martina Carraro: la partecipazione a LIFE Svolta Blu rappresenta per FITT un’opportunità importante per approfondire un tema sempre più strategico: la relazione tra attività aziendali, risorsa idrica e territorio. Per me è particolarmente rilevante poter integrare questo tipo di analisi nel percorso di sostenibilità aziendale, trasformando i dati ambientali in informazioni utili per orientare le decisioni e supportare il miglioramento continuo.
Elisa Losco: LIFE Svolta Blu e la collaborazione con Etifor rappresentano un’opportunità concreta per acquisire strumenti, competenze e metodologie utili a migliorare la nostra capacità di valutare rischi, impatti, consumi e opportunità legate all’acqua.
Cosa vi aspettate dalle attività in corso? Che obiettivo vi siete posti?
Elisa Losco: Ci aspettiamo di ottenere una fotografia chiara e oggettiva della nostra impronta idrica lungo i processi produttivi e, dove possibile, lungo la filiera. L’obiettivo è identificare le aree di miglioramento e definire azioni concrete per aumentare l’efficienza nell’utilizzo della risorsa idrica, ridurre i rischi associati alla disponibilità e alla qualità dell’acqua e supportare le decisioni strategiche future.
Martina Carraro: Dal punto di vista del mio ruolo, il valore del progetto sta anche nella possibilità di integrare l’analisi dell’acqua con gli strumenti già utilizzati per la valutazione ambientale, come LCA, carbon footprint e monitoraggio delle performance. Questo ci consente di leggere gli impatti in modo più completo e di rafforzare la capacità dell’azienda di definire obiettivi, misurare i progressi e rendicontare in modo trasparente il proprio percorso.

Qual è la principale sfida che affronta la vostra azienda sul tema della gestione della risorsa idrica?
Elisa Losco: La principale sfida è garantire una gestione sostenibile della risorsa in un contesto caratterizzato da crescente pressione climatica e da una maggiore attenzione normativa e di mercato verso gli impatti ambientali. Per un’azienda manifatturiera è fondamentale comprendere non solo i consumi diretti, ma anche le dipendenze e i rischi lungo la catena di fornitura. Questo richiede dati affidabili, monitoraggio continuo e una visione integrata che coinvolga diverse funzioni aziendali.
Martina Carraro: Sicuramente passare da una visione limitata ai soli consumi diretti a una comprensione più estesa dell’impronta idrica lungo la catena del valore. Dal mio punto di vista, la complessità maggiore è legata alla disponibilità, qualità e interpretazione dei dati. Misurare correttamente significa raccogliere informazioni affidabili, collegarle ai contesti geografici e ambientali specifici e trasformarle in indicatori utili per la gestione aziendale. Solo così è possibile individuare le aree più sensibili, valutare i rischi e impostare azioni di miglioramento realmente efficaci.
Quanto è importante secondo voi lavorare e collaborare sul territorio per affrontare le sfide aziendali legate agli impatti ambientali e alla crisi climatica?
Martina Carraro: È decisamente essenziale! Gli impatti ambientali e i rischi climatici non si manifestano in modo astratto, ma in territori specifici, con caratteristiche ecologiche, sociali ed economiche proprie. Anche quando utilizziamo strumenti tecnici e quantitativi come il Life Cycle Assessment, è fondamentale collegare i dati al contesto in cui gli impatti si generano.
Per chi, come me, lavora sul monitoraggio delle performance ambientali, questo dialogo è molto importante: aiuta a interpretare meglio i risultati, a definire priorità più coerenti con i bisogni reali e a costruire azioni che non siano solo misurabili, ma anche concrete e condivise.
Elisa Losco: Aggiungo, collaborare a livello locale consente di condividere conoscenze, individuare soluzioni più efficaci e contribuire a creare reti e partenariati che favoriscono lo sviluppo di progetti che generano benefici ambientali e sociali diffusi su tutto il territorio.
Qual è il rischio, oggi, per un’azienda del vostro settore che decide di non investire nell’analisi dell’impronta idrica e dei propri rischi e dipendenze dalla risorsa idrica?
Martina Carraro: Direi non avere gli strumenti per comprendere e anticipare un tema che sta diventando sempre più rilevante per la continuità operativa delle imprese. Senza un’analisi dell’impronta idrica e delle dipendenze dalla risorsa, un’azienda rischia di sottovalutare criticità legate a scarsità d’acqua, eventi climatici estremi, evoluzione normativa, aspettative dei clienti e richieste di trasparenza da parte degli stakeholder.
Elisa Losco: Il rischio principale è quello di non essere preparata ad affrontare cambiamenti che stanno già avvenendo. La crescente scarsità della risorsa, gli eventi climatici estremi, l’evoluzione normativa e le aspettative di clienti, investitori e stakeholder rendono sempre più necessario conoscere e gestire i propri impatti e le proprie dipendenze dall’acqua.
Martina Carraro: In più, non misurare significa anche non poter gestire in modo efficace. L’analisi dei dati ambientali consente invece di individuare priorità, definire obiettivi, monitorare i progressi e rendere più robuste le strategie di mitigazione e adattamento.

Conosci le dipendenze della tua organizzazione dalla risorsa idrica?
Etifor supporta organizzazioni pubbliche e private nella misurazione dell’impronta idrica, quantificando i consumi d’acqua e gli impatti idrici lungo l’intera catena del valore secondo i principali standard ISO 14046.