Regole di monitoraggio, rendicontazione e verifica per garantire l’alta qualità degli assorbimenti di carbonio e contrastare il greenwashing.

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Con 448 voti a favore, 65 contrari e 114 astenuti, il 10 aprile 2024 il Parlamento europeo ha approvato il primo schema volontario di certificazione degli assorbimenti di carbonio a livello europeo.

Lo schema stabilisce regole di monitoraggio, rendicontazione e verifica (MRV) per garantire l’alta qualità degli assorbimenti di carbonio, contrastando il greenwashing:  strategie di comunicazione o di marketing che presentano come ecosostenibili le proprie attività, occultandone in realtà l’impatto ambientale negativo.

Questo schema si propone quindi di complementare – e non sostituire –  gli imprescindibili impegni europei di riduzione dei gas climalteranti, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050 (Legge Europea sul Clima).

Con tale strumento l’Europa mira a facilitare e accelerare la diffusione di progetti di sequestro di carbonio, promuovendo la trasparenza e creando fiducia tra gli stakeholders. Lo schema dovrà infatti essere in linea con gli standard internazionali e verrà istituito un Registro Europeo accessibile al pubblico per evitare il rischio di frodi e doppio conteggio. 

Tra le attività oggetto della normativa si distinguono 3 macro categorie, diverse per permanenza del carbonio stoccato e co-benefici generati: 

  •  “Carbon Removal” per lo stoccaggio geologico
  •  “Carbon Farming” per agricoltura e attività forestali
  • Carbon Storage in Product” per i prodotti legnosi di lunga durata

Questioni aperte

Il voto del Parlamento europeo fa seguito all’accordo raggiunto dai Paesi Membri dell’UE il 17 novembre, rendendo ora possibile l’avvio dei negoziati per finalizzare la legge.

Alcune questioni restano però ancora aperte. Non è ben definito il ruolo e i requisiti che si applicano al settore forestale (e ancor meno a quello agroforestale), con conseguenze concrete sull’incentivo a canalizzarvi potenziali risorse e sostenere una gestione responsabile. Inoltre, non è del tutto chiaro come gli schemi nazionali esistenti potranno iscriversi e trovare spazio nel costituendo schema europeo.

La strada da percorrere è quindi ancora molto lunga, ma Etifor si sta già impegnando per fare la sua parte.  Un esempio è il progetto LIFE ClimatePositive, sviluppato insieme ai partner CREA, Università di Padova, FSC, Regione Lombardia, Comune di Luvinate, Walden, ERSAF ed ETICAE, che si propone come strumento empirico per l’applicazione ed il perfezionamento di un sistema di certificazione dei crediti di carbonio trasparente e di qualità su scala nazionale, fungendo da campo di prova per il futuro regolamento europeo.

Nuovi sviluppi: l’adozione del primo Regolamento di esecuzione (novembre 2025)

Nel novembre 2025 la Commissione europea ha adottato il primo Regolamento di esecuzione per rendere operativo il quadro di certificazione europeo degli assorbimenti e del carbon farming (CRCF). Il Regolamento (UE) 2025/2358 introduce nuovi standard di trasparenza per gli schemi di certificazione, definisce le regole per la nomina e la supervisione degli organismi di certificazione, e stabilisce le procedure per i processi di audit.

Tra le misure principali rientrano i requisiti minimi per la pubblicazione delle informazioni sulla governance e sul funzionamento degli schemi di certificazione, in attesa che entro il 2028 tutte le informazioni siano rese disponibili nel Registro dell’Unione. Gli schemi dovranno inoltre dotarsi di sistemi interni di monitoraggio, consultazioni pubbliche obbligatorie e procedure di gestione dei reclami. In caso di non conformità – incluse eventuali inesattezze nei dati sulle emissioni – saranno previsti interventi tempestivi di correzione e applicazione delle regole. Il Regolamento introduce anche la possibilità di audit di gruppo per il carbon farming, un passo essenziale per ridurre gli oneri amministrativi per agricoltori e proprietari forestali di piccola scala.

Questo Regolamento, insieme ai futuri Atti Delegati che definiranno metodologie di certificazione specifiche per ciascuna tipologia di intervento, rappresenta un ulteriore passo verso la piena operatività del CRCF. L’armonizzazione delle regole a livello europeo costituisce un momento decisivo per il mercato dei crediti di carbonio, rafforzando la qualità delle iniziative e superando le criticità riscontrate negli anni di sviluppo del mercato volontario. Sarà essenziale che il nuovo schema nazionale italiano si allinei sin da subito alla normativa europea per evitare la creazione di due mercati paralleli e disallineati.

Etifor nella transizione verso un mercato del carbonio più trasparente

Questa nuova regolamentazione si inserisce nel quadro delle iniziative della rinnovata Strategia Europea per la Bioeconomia, tra cui l’EU Buyers’ Club, l’EU Carbon Farming Database e la metodologia europea per valutare lo stoccaggio del carbonio negli edifici (Carbon Storage in Buildings), prevista per il 2026. Quest’ultima consentirà ai proprietari di dimostrare la performance climatica degli edifici, incentivando materiali a basse emissioni e principi di economia circolare nel settore delle costruzioni.

La normativa avrà impatti diretti su attività come nuovi impianti forestali, restauro dei boschi degradati, miglioramento della gestione forestale e sull’intera filiera del legno. In questo contesto Etifor è coinvolta nel progetto WOOD4LIFE, che mira a coinvolgere gli attori della filiera forestale e proporre strumenti e modelli di business per riattivare la filiera stessa, rafforzandone il ruolo chiave nella mitigazione climatica attraverso l’assorbimento di carbonio e la produzione di materiali rinnovabili e durevoli in linea con l’iniziativa europea sul Carbon Farming.