Conservare le zone umide: innovazione e collaborazione per la biodiversità del fiume Brenta

Conservare le zone umide: innovazione e collaborazione per la biodiversità del fiume Brenta

Sosteniamo il progetto MAP-Brenta nella conservazione e gestione delle zone umide lungo il fiume Brenta

 

CLIENTE

  • National Biodiversity Future Center
  • NBFC

PARTNER

  • Parco Fiume Brenta

Contesto

Il fiume Brenta e le sue zone umide rappresentano uno degli ecosistemi più importanti per la biodiversità del Veneto. Il sito Natura 2000 “Grave e Zone Umide della Brenta” ospita una varietà di specie di fauna e flora di interesse comunitario, ma le pressioni antropiche e il cambiamento climatico minacciano la loro sopravvivenza. Il progetto MAP-Brenta è promosso nell’ambito del programma di ricerca del National Biodiversity Future Center, finanziato dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR), con l’obiettivo di rafforzare la gestione e la conservazione di questo importante ecosistema. Attraverso un’accurata analisi scientifica e la partecipazione attiva della comunità locale, MAP-Brenta mira a colmare le lacune conoscitive esistenti e a definire interventi mirati di conservazione e ripristino.

Il progetto

MAP-Brenta si concentra su azioni di monitoraggio e conservazione delle specie di interesse comunitario all’interno del sito Natura 2000 ZSC/ZPS IT3260018, un’area che include le zone umide e le grave del fiume Brenta. Il progetto mira a:

  1. Colmare le lacune conoscitive sulle specie di fauna di interesse comunitario, come la comunità ittica, l’erpetofauna e i chirotteri, attraverso monitoraggi dettagliati per raccogliere dati cruciali su queste specie e le loro esigenze di conservazione.

  2. Valutare l’efficacia degli interventi di ripristino realizzati dal progetto LIFE Brenta 2030, analizzando gli habitat di interesse comunitario per determinare se gli interventi hanno avuto un impatto positivo.

  3. Migliorare la continuità fluviale attraverso studi di prefattibilità per il superamento delle traverse di Limena e Campo San Martino, creando scale di rimonta per l’ittiofauna.

  4. Coinvolgere la comunità locale nel monitoraggio delle emergenze naturalistiche e nella mappatura delle specie aliene invasive, promuovendo attività di citizen science attraverso percorsi guidati.

  5. Rafforzare la capacità gestionale del Consiglio di Bacino Brenta, con la preparazione di un piano finanziario di medio termine per l’attuazione delle misure di conservazione e ripristino ambientale, basato sui risultati dei monitoraggi.

Il nostro contributo

Etifor supporta il progetto MAP-Brenta attraverso l’implementazione di pratiche scientifiche di monitoraggio e la gestione del coinvolgimento delle comunità locali. Utilizzando il nostro approccio LUCAS per la transizione Nature Positive, aiutiamo a mappare i rischi e le opportunità legate alla biodiversità, contribuendo alla creazione di piani di intervento basati su dati concreti. Inoltre, ci occupiamo dell’elaborazione di un piano finanziario per la gestione delle risorse, mirando a garantire la sostenibilità a lungo termine delle misure di conservazione e ripristino previste.

Il nostro impegno in MAP-Brenta rappresenta un passo importante verso la protezione delle zone umide del Brenta, un ecosistema fondamentale per la biodiversità del territorio e per la resilienza climatica della regione.

Documenti e Risorse

  • Il progetto Map-Brenta è menzionato come caso studio nel report “Strategie aziendali e soluzioni imprenditoriali per mettere la tutela degli ecosistemi al centro” (pag 55), scaricabile qui

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