Il Forest Stewardship Council® (FSC®) è un’organizzazione internazionale non governativa, indipendente e senza scopo di lucro nata per fare sì che le foreste nel mondo possano soddisfare i bisogni sociali, ambientali ed economici della generazione presente senza compromettere quelli delle generazioni future. Per questo dal 1993 FSC ha dato vita al più conosciuto e rigoroso schema di certificazione di gestione forestale responsabile a livello globale. Cosa significa gestione forestale responsabile? Significa una gestione rispettosa dell’ambiente, socialmente utile ed economicamente sostenibile.

Quando si parla di foreste, implicitamente si sta parlando anche di ossigeno, acqua pulita, biodiversità e tanto altro: i benefici forniti dalle foreste (in gergo tecnico chiamati “servizi ecosistemici delle foreste”) sono molteplici e di importanza essenziale per il benessere dell’umanità. FSC ha recentemente sviluppato un nuovo strumento – la Procedura sui Servizi Ecosistemici (FSC-PRO-30-006 V1-0) –  che permette ai proprietari e gestori di foreste certificati FSC di identificare, misurare e verificare con un controllo di parte terza gli impatti positivi della gestione forestale responsabile su 5 categorie di servizi ecosistemici.

Cattura e conservazione della CO2 stoccata nelle foreste

Conservazione della biodiversità

Conservazione del suolo

Mantenimento o miglioramento della qualità delle acque e dei bacini idrici

Conservazione o miglioramento dei servizi ricreativi

Ma qual è l’utilità di questa procedura? Perché verificare gli impatti positivi della gestione forestale responsabile?

Gli impatti positivi, dopo essere stati identificati, misurati e controllati da un auditor di parte terza, possono essere tradotti in “dichiarazioni di impatto verificate” (in inglese claims). Queste dichiarazioni di impatto, a loro volta, possono essere utilizzate per promuovere le foreste gestite in modo responsabile e comunicare i benefici della gestione responsabile. La procedura dà anche la possibilità ai cittadini, aziende o altre organizzazioni di investire nelle foreste dove i benefici sono stati verificati per comunicare il loro contributo alla lotta alla crisi climatica. Il supporto dato da aziende e cittadini viene pubblicato sul database FSC, che svolge quindi la funzione di registro e garantisce la trasparenza dell’operazione.

Per capire come la verifica degli impatti positivi può rappresentare un’opportunità per i gestori forestali ma anche per le aziende e le organizzazioni esterne al settore, è necessario capire prima cosa succede fuori dalle foreste.

Negli ultimi anni, come conseguenza del riscaldamento del pianeta, gli eventi estremi sono diventati sempre più frequenti e severi: per questo motivo, oggi, gli scienziati non parlano più di “cambiamento climatico” ma di “crisi climatica”.

Gli effetti della crisi climatica stanno colpendo le zone più remote e incontaminate del mondo – basti pensare agli incendi nella tundra artica o nella foresta amazzonica – ma non solo: con fenomeni come la tempesta Vaia di ottobre 2018 o “l’acqua granda” di Venezia di novembre 2019, la crisi climatica è arrivata a bussare direttamente alla nostra porta.

Di fronte agli effetti della crisi climatica, divenuti sempre più concreti e tangibili, moltissimi imprenditori hanno capito che è ormai tempo che ognuno faccia la propria parte per combattere questa emergenza e al tempo stesso l’opinione pubblica ha cominciato a chiedere a gran voce un cambio di rotta. Questo, unito alla dichiarazione pubblica della Commissione Europea di voler rendere l’Europa il primo continente climate-neutral (ossia neutrale per il clima), ha spinto moltissime aziende e organizzazioni a porsi l’obiettivo della neutralità climatica.

Alcune aziende sono andate addirittura oltre, non accontentandosi di diventare climate-neutral, ma ambendo a diventare climate positive (ossia aziende che catturano e conservano più CO2 di quella che emettono). Ma come fanno le aziende a diventare climate-neutral o climate-positive? Lo fanno intraprendendo percorsi di misurazione dei propri impatti, di riduzione degli stessi e infine supportando progetti che sfruttano la capacità degli ecosistemi naturali (come le foreste) per catturare e conservare la CO2 che fisicamente non possono evitare di emettere nello svolgimento delle proprie attività.
Ecco quindi dove entrano in gioco le foreste e la Procedura FSC sui Servizi Ecosistemici. La procedura FSC sui Servizi Ecosistemici è un valido strumento per le aziende che vogliono contribuire alla lotta alla crisi climatica sostenendo e finanziando i gestori forestali che attraverso le loro attività di gestione generano gli impatti positivi sulla biodiversità, il suolo, l’acqua, l’assorbimento della CO2 e sui servizi ricreativi.

Sei un proprietario o gestore di foreste
e necessiti di supporto per creare o migliorare la tua area naturale?

Alcune aziende, talvolta, affiancano agli obiettivi climatici anche altri obiettivi finalizzati al miglioramento della natura o al benessere della società: ecco quindi l’importanza di verificare non solo gli impatti positivi in termini di cattura e conservazione della CO2, ma anche gli impatti positivi su conservazione della biodiversità, del suolo e delle risorse idriche, nonché sulla fruibilità turistico-ricreativa delle aree naturali. Di fatto, quindi, la Procedura FSC sui Servizi Ecosistemici è lo strumento che ti permetterà di valorizzare in tutto e per tutto la buona gestione delle foreste, aiutandoti a dare un valore a quelle attività per le quali, fino ad oggi, faticavi a trovare un riconoscimento economico.

Riassumendo, i passaggi da seguire per beneficiare dell’utilizzo di questo strumento sono i seguenti:

  1. Gestire in modo responsabile le foreste rispettando lo standard e ottenendo la certificazione FSC
  2. Completare la verifica degli impatti positivi della gestione forestale responsabile sui servizi ecosistemici (usando la Procedura FSC sui Servizi Ecosistemici)
  3. Ricercare sponsor che sostengano le attività di gestione responsabile

Nella ricerca degli sponsor, ci sono intermediari e/o strumenti capaci di semplificare il messaggio e favorire il dialogo e l’incontro tra le diverse necessità di gestori di foreste e potenziali sponsor (organizzazioni pubbliche o private), “creando un ponte” tra soggetti che spesso parlano “linguaggi diversi”. In altre parole, questi intermediari possono – grazie alle loro abilità, competenze e strumenti – facilitare la connessione tra potenziali finanziatori e gestori forestali.

La procedura FSC sui Servizi Ecosistemici – strumento a disposizione esclusivamente di organizzazioni in possesso di un certificato di gestione forestale FSC valido– – nasce con un triplice obiettivo:

  • Definire i requisiti per i gestori di foreste certificate FSC per dimostrare in modo credibile gli impatti delle loro attività per il mantenimento, conservazione, ripristino o il miglioramento dei servizi ecosistemici;
  • Fornire ai gestori di foreste certificate FSC un migliore accesso ai mercati emergenti dei servizi ecosistemici attraverso l’uso di dichiarazioni promozionali sui servizi ecosistemici FSC basate su impatti verificati;
  • Migliorare l’accesso ai finanziamenti per impatti verificati di ripristino/miglioramento dei servizi ecosistemici.

Dopo aver delineato tutta una serie di requisiti da rispettare per poter applicare questo strumento, la procedura descrive le fasi che il gestore forestale deve seguire al fine di dimostrare gli impatti delle attività di gestione sui servizi ecosistemici come un percorso formato da 7 step:

Alla base della dimostrazione di impatto, quindi, risiede la cosiddetta teoria del cambiamento (definita dalla procedura stessa come la “descrizione dettagliata e illustrazione di come e perché un determinato cambiamento deve accadere in un particolare contesto”). Questo è un punto cruciale perché è propria questa teoria del cambiamento che identifica e rende esplicita la relazione di causa-effetto che sussiste tra le attività di gestione e l’impatto positivo sui servizi ecosistemici. In altre parole: se le attività di gestione non fossero state implementate, l’impatto in termini di conservazione o miglioramento del servizio ecosistemico non sarebbe stato ottenuto.

Per capire se le attività di gestione effettuate hanno effettivamente prodotto l’impatto auspicato, viene ora richiesto al gestore di selezionare uno o più indicatori di risultato (un indicatore di risultato è definito dalla Procedura come una “valutazione in campo delle condizioni ecologiche o sociali”) coerenti con i risultati della teoria del cambiamento sviluppata.

Per misurare i valori degli indicatori di risultato, il gestore dovrà selezionare una metodologia applicabile dall’apposita Guida (FSC-GUI-30-006) oppure può proporre una metodologia conforme ai criteri di ammissibilità, ossia una metodologia:

  • adatta al contesto locale e all’indicatore di risultato da misurare;
  • credibile e basata sulle migliori informazioni disponibili; e
  • oggettiva e replicabile.

Questo assicura la solidità scientifica della dimostrazione. Per esempio, nel caso del sequestro e stoccaggio del carbonio (che coincide con la cattura e conservazione della CO2) una delle metodologie suggerite è la metodologia IPCC (“2006 IPCC guidelines for national greenhouse gas inventories”, la metodologia per eccellenza per la misurazione e quantificazione del sequestro e stoccaggio del carbonio).

Infine, la Procedura delinea le modalità con le quali i gestori forestali e i loro clienti, i portatori d’interesse e gli sponsor possono utilizzare le dichiarazioni di impatto sui servizi ecosistemici verificate FSC. È importante sottolineare che tutte le sponsorship sui servizi ecosistemici FSC devono essere comunicate all’ente di certificazione, il quale provvederà alla pubblicazione di un riassunto aggiornato sul database pubblico FSC, garantendo quindi la trasparenza dell’operazione.

Immagini tratte da “Procedura sui Servizi Ecosistemici: dimostrazione degli impatti e strumenti di mercato (FSC-PRO-30-006 V1-0 IT)”

Un esempio di strumenti in grado di facilitare questo contatto è la piattaforma WOWnature® (www.wownature.eu), gestita da Etifor, che, grazie al coinvolgimento di aziende e cittadini ha già permesso la creazione di numerose nuove aree verdi urbane nonché il recupero di diverse foreste danneggiate dalla tempesta Vaia, attirando anche una notevole attenzione mediatica che inevitabilmente va tanto a beneficio delle aziende, quanto dei gestori delle aree.

È importante sottolineare che questo sistema non comporta complicazioni in termini di diritti d’uso o di proprietà: lo sponsor non diventa né proprietario, né gestore della foresta, né può avanzare richieste di uso o proprietà di quanto prodotto dalla foresta stessa. Al contrario, lo sponsor sostiene semplicemente parte dei costi sostenuti per la realizzazione delle attività di gestione che contribuiscono alla generazione di impatti positivi. ETIFOR ti può aiutare a identificare, misurare e verificare gli impatti positivi delle tue attività e – grazie all’utilizzo della piattaforma WOWnature – a trovare persone e aziende che vogliono contribuire alla realizzazione di specifiche attività in campo finalizzate al miglioramento delle tue foreste.

Sei un’organizzazione che vuole sostenere
la creazione e il miglioramento delle foreste?

Se anche tu, di fronte agli effetti della crisi climatica, divenuti sempre più concreti e tangibili, hai deciso che è tempo che ognuno faccia la propria parte, allineandoti o addirittura anticipando gli obiettivi della Commissione Europea che vuole rendere l’Europa il primo continente climate-neutral (ossia neutrale per il clima), allora hai trovato uno strumento adatto alle tue necessità. La Procedura FSC sui Servizi Ecosistemici, infatti, può inserirsi in un percorso di lotta alla crisi climatica (approfondisci il nostro approccio MARC) e può aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi. Come?

Supportando chi, ogni giorno, si prende cura delle foreste nel migliore dei modi, ossia i proprietari e gestori forestali che rispettano gli standard di gestione responsabile FSC. Questi gestori, infatti, si impegnano costantemente nella realizzazione di attività che, creando nuove foreste o migliorando le foreste esistenti, hanno impatti positivi sulle foreste stesse e sui benefici che esse generano, quindi anche in termini di cattura e conservazione della CO2 . Gli impatti positivi delle attività realizzate grazie al tuo supporto vengono quindi misurati seguendo i termini dettati dalla Procedura FSC sui Servizi Ecosistemici e successivamente verificati con controllo di parte terza e potranno, infine, essere usati per raggiungere i tuoi obiettivi aziendali di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale d’impresa.

Attività per la creazione o per il miglioramento delle foreste

Le attività che i gestori forestali possono realizzare grazie al supporto delle organizzazioni sponsor dipendono dal contesto e dalle necessità specifiche della foresta oggetto di intervento, ma in generale possono comprendere attività quali:

  • Pianificazione e monitoraggio delle risorse forestali
  • Impianto e manutenzione di nuovi alberi
  • Miglioramento e protezione di foreste esistenti, tramite azioni quali:
    • Miglioramenti strutturali e della composizione delle foreste (tramite diradamenti, sfolli, ecc.) per aumentarne la capacità di resistenza a eventi meteorologici di forte intensità (vento, ecc.)
    • Eliminazione di specie alloctone e invasive che rallentano e soffocano la crescita delle specie autoctone
    • Diversificazione delle specie per aumentare la biodiversità e la resilienza dei popolamenti
    • Apertura di piste e viali tagliafuoco
    • Dopo eventi molto dannosi (es: tempesta Vaia): rimozione di alberi schiantati per evitare la diffusione di insetti dannosi (in particolare: bostrico tipografo) che prolificano nel legname abbandonato a terra e attaccano le foreste sane circostanti
  • Creazione e miglioramento della viabilità forestale necessaria per la cura delle foreste
  • Coinvolgimento stakeholder
  • Creazione di percorsi per canalizzare i fruitori al fine di evitare fenomeni di degrado (eccessivo calpestamento in prossimità di torbiere, ecc.)
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FEDERICO PINATO
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