Dal 30 novembre al 12 dicembre 2023 a Dubai si è tenuta la 28esima edizione della Conference of Parties (COP) sui cambiamenti climatici. Ecco com’è andata e perché natura e biodiversità sono nostre alleate nella lotta alla crisi climatica.

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{"id":19933,"date":"2023-12-13T17:54:12","date_gmt":"2023-12-13T16:54:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/?p=19933"},"modified":"2026-10-05T14:57:17","modified_gmt":"2026-10-05T12:57:17","slug":"cop-28-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/aggiornamenti\/cop-28-natura\/","title":{"rendered":"COP 28 a Dubai: il ruolo della natura nella crisi climatica<\/span>"},"content":{"rendered":"
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La mattina del 13 dicembre a Dubai \u00e8 stato approvato all\u2019unanimit\u00e0 il nuovo Global Stocktake (GST)<\/strong><\/a> \u2013 letteralmente Bilancio Globale \u2013 risultato finale della 28esima edizione della <\/span>Conference of Parties <\/span><\/i>(COP). Perch\u00e9 questo documento \u00e8 cos\u00ec importante e che ruolo gioca la natura nell\u2019azione contro la crisi climatica?\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n

Una volta l’anno i 198 Paesi che hanno ratificato la<\/span> Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici<\/b><\/a> (UNFCCC), si riuniscono per definire i punti chiave dell\u2019agenda climatica globale. Sin dalla prima edizione, l\u2019obiettivo della COP \u00e8 stato prevenire le conseguenze delle attivit\u00e0 umane sul clima promuovendo un dialogo tra i governi, organizzazioni intergovernative e la societ\u00e0 civile. Questo permette di monitorare gli effetti delle misure adottate dalle Parti, ovvero i Paesi coinvolti, e i progressi compiuti. Normalmente ogni COP si conclude con la ratifica di un patto, proprio come quello firmato a Parigi nel 2015: il quadro globale di gestione per limitare l\u2019aumento delle temperature e raggiungere la neutralit\u00e0 carbonica entro il 2050. <\/span><\/p>\n<\/div>

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Il primo passo per un futuro senza combustibili fossili<\/h2>\n<\/div>
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Nelle scorse due settimane la parola d\u2019ordine della conferenza \u00e8 stata \u201ctransizione ecologica\u201d, sebbene il contesto non fosse tra i pi\u00f9 favorevoli. Quella degli Emirati Arabi Uniti \u00e8 in effetti una petromonarchia, che basa i suoi profitti sui combustibili fossili, riconosciuti ormai da tempo come una delle maggiori cause della crisi climatica.\u00a0<\/span><\/p>\n

Queste resistenze sono visibili nell\u2019accordo appena firmato: non si parla di \u201celiminazione\u201d o \u201cuscita\u201d, ma di \u201ctransizione verso l\u2019abbandono\u201d dei combustibili fossili<\/strong>.<\/strong> Questo,<\/span> a livello globale, si traduce nell\u2019impegno ad abbattere completamente le emissioni nel 2050. Per questo il sostegno finanziario, soprattutto ai Paesi in via di sviluppo, sar\u00e0 essenziale <\/span>nella fase di transizione verso un’economia giusta ed equa.\u00a0<\/span><\/p>\n

Secondo il direttore generale dell\u2019Agenzia Internazionale dell\u2019Energia, Fatih Birol, l\u2019impegno per le energie rinnovabili, efficienza e metano colmano solo il 30% del divario verso il raggiungimento degli obiettivi climatici nel 2030. Quali altre azioni \u00e8 fondamentale mettere in campo?<\/span><\/p>\n<\/div>

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La soluzione alla crisi climatica passa dalla tutela della biodiversit\u00e0\u00a0<\/strong><\/h2>\n<\/div>
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Se gi\u00e0 \u00e8 complesso includere la lotta alla crisi climatica nelle agende politiche e mediatiche, \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile portare l\u2019attenzione sulla perdita di biodiversit\u00e0 e le sue disastrose conseguenze per l\u2019ambiente. Questo compito spetta ad un\u2019altra COP, la <\/span>Conferenza delle parti sulla biodiversit\u00e0 delle Nazioni Unite<\/b>, che vede protagonisti gli stessi Paesi che hanno ratificato la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici. Nel 2022, proprio in questa sede, \u00e8 stato approvato il Global Biodiversity Framework di Kunmig-Montreal<\/a>. Il trattato guarda al 2030 con l\u2019obiettivo di ripristinare<\/span> il <\/span>30% degli ecosistemi degradati, conservare e proteggere il 30%\u00a0 delle aree terrestri e marittime<\/span> e ripristinare la biodiversit\u00e0 quasi totalmente entro il 2050.<\/span><\/p>\n

La biodiversit\u00e0 gioca un ruolo chiave per le azioni di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, quindi per la nostra sopravvivenza.\u00a0 A portare il dibattito a Dubai ci ha pensato il Nature Positive Pavilion<\/a><\/span>, che ha riunito diverse organizzazioni impegnate nella costruzione di un futuro nature-positive sotto tre richieste cruciali:\u00a0<\/span><\/p>\n