{"id":29082,"date":"2026-05-29T08:53:02","date_gmt":"2026-05-29T06:53:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/?p=29082"},"modified":"2026-06-04T16:54:01","modified_gmt":"2026-06-04T14:54:01","slug":"deforestation-made-in-italy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/pubblicazioni\/deforestation-made-in-italy\/","title":{"rendered":"Deforestation made in Italy<\/span>"},"content":{"rendered":"

<\/span><\/div>
<\/i>Scarica il report<\/span><\/a><\/div>
<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>

L’obiettivo del report “Deforestation made in Italy. Le responsabilit\u00e0 delle imprese e dei consumatori italiani nella deforestazione globale<\/em>” \u00e8 fare luce sulle responsabilit\u00e0 che le filiere globali del commercio proiettano sulle foreste tropicali. Dopo la prima edizione di Deforestation made in Italy<\/a><\/em>\u00a0pubblicata nel 2020, abbiamo aggiornato e ampliato l’analisi insieme all’Universit\u00e0 di Padova, alla luce dei nuovi dati disponibili e del mutato contesto normativo europeo.<\/p>\n

Questa nuova edizione – realizzata grazie anche al lavoro svolto nel contesto del progetto europeo EMMA4EU<\/strong><\/a>, finanziato dal programma Erasmus+ – stima gli impatti incorporati nei consumi italiani di sette categorie di prodotti:<\/strong> caff\u00e8, carne e pelli bovine, olio di palma, gomma naturale, soia, legno e derivati, cacao. L’analisi copre il periodo 2005\u20132023 e segue l’impostazione dell’Allegato I del Regolamento EUDR<\/strong>. Il risultato \u00e8 un quadro aggiornato su deforestazione incorporata, emissioni di carbonio e impatti sulla biodiversit\u00e0. Perch\u00e9 anche quando le foreste si perdono a migliaia di chilometri di distanza, spesso la catena che porta fin l\u00ec parte dai nostri scaffali.<\/p>\n

Accanto ai processi di\u00a0deforestazione<\/strong><\/a> – ovvero la conversione delle foreste in altre forme d’uso del suolo come aree agricole, pascoli o aree urbane – il report prende in esame anche il degrado forestale<\/strong>: la riduzione progressiva dell’integrit\u00e0 ecologica e della funzionalit\u00e0 delle foreste, con la conseguente perdita della loro capacit\u00e0 di fornire prodotti e servizi essenziali per le comunit\u00e0 locali e il clima globale.<\/p>\n<\/div>

<\/div>
<\/div><\/div>
<\/div>
<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>
<\/div><\/div><\/span>

594.000 ha<\/h2><\/span>
<\/div><\/div><\/div>
\n

foreste a rischio (2005 – 2023)<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div>

<\/div><\/div><\/span>

100 m\u00b2<\/h2><\/span>
<\/div><\/div><\/div>
\n

di foresta a rischio per abitante (2005\u20132023)<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div>

<\/div><\/div><\/span>

9,45 Mt CO\u2082<\/h2><\/span>
<\/div><\/div><\/div>
\n

emissioni medie annue attribuibili all’Italia<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div>

<\/div><\/div><\/span>

3\u00b0 in UE<\/h2><\/span>
<\/div><\/div><\/div>
\n

per deforestazione incorporata pro capite<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>

<\/div>
<\/div><\/div>
<\/div>

Il contesto: mezzo miliardo di ettari perduti<\/span><\/p>\n<\/div>

Secondo il\u00a0Global Forest Resources Assessment 2025<\/em>\u00a0della FAO<\/a>, le foreste coprono oggi circa 4,14 miliardi di ettari, <\/strong>equivalenti al 32% delle terre emerse. Nonostante un rallentamento del tasso annuo di perdita, tra il 1990 e il 2025 \u00e8 andata comunque perduta una superficie forestale di quasi 0,49 miliardi di ettari,<\/strong>\u00a0un’area equivalente a 16 volte la superficie dell’Italia<\/strong>. Il principale motore di questa perdita nelle aree tropicali \u00e8 l’agricoltura industriale<\/strong> permanente, legata proprio ai prodotti analizzati in questo report. L’UE (e l’Italia con essa) importa, consuma e trasforma ingenti quantit\u00e0 di queste materie prime, con una responsabilit\u00e0 diretta sulle foreste di altri continenti.<\/p>\n<\/div>

<\/div>
<\/div><\/div>
<\/div>

Un’Italia <\/b><\/span><\/strong>al terzo posto in Europa<\/span><\/p>\n<\/div>

I dati mostrano che i consumi italiani dei sette prodotti analizzati hanno messo a rischio complessivamente circa\u00a0594.000 ettari<\/strong> di foresta nel periodo considerato – un’estensione paragonabile all’intera provincia di Roma. In media, questo corrisponde a oltre 31.000 ettari l’anno<\/strong>, superficie equivalente a circa 45.000 campi da calcio.<\/p>\n

Tradotto in termini pro-capite: ogni cittadina e cittadino italiano \u00e8 responsabile, in media, di\u00a0100 m\u00b2 di deforestazione incorporata<\/strong> nel corso dell’intero periodo esaminato. Come un appartamento. Questo valore colloca l’Italia al ventesimo posto nel mondo<\/strong>\u00a0e al\u00a0terzo posto in Unione europea<\/strong>, alle spalle di Germania e Spagna.<\/p>\n

L’impatto climatico medio associato \u00e8 stimato in\u00a09,45 milioni di tonnellate di CO\u2082 l’anno<\/strong>, pari al 2,5% delle emissioni nazionali, ovvero alle emissioni prodotte da oltre 2 milioni di auto circolanti per un anno intero, circa il 5% del parco auto italiano.<\/p>\n<\/div>

<\/div>
<\/div><\/div>
<\/div>
<\/span><\/div>
<\/div>
<\/div><\/div>
<\/div>

I prodotti <\/span><\/strong>pi\u00f9 coinvolti<\/span><\/p>\n<\/div>

\n

Seppure con una marcata flessione nel corso degli anni, l’olio di palma<\/strong> rimane la categoria associata al rischio pi\u00f9 elevato, con quasi 201.800 ettari, il 34% del totale. Seguono carne e pelli bovine, soia, legno e derivati, cacao<\/strong>. Pi\u00f9 marginale, ma non trascurabile, il contributo di caff\u00e8 e gomma naturale.<\/p>\n

\n
\n