{"id":27638,"date":"2026-01-13T10:16:18","date_gmt":"2026-01-13T09:16:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/?p=27638"},"modified":"2026-03-02T15:26:18","modified_gmt":"2026-03-02T14:26:18","slug":"4-trend-del-2026-etifor","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/aggiornamenti\/4-trend-del-2026-etifor\/","title":{"rendered":"I 4 trend del 2026 secondo Etifor<\/span>"},"content":{"rendered":"

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Che tu lavori nella sostenibilit\u00e0 aziendale, nel turismo o in un ente pubblico, nel 2026 sar\u00e0 sempre pi\u00f9 difficile affrontare le sfide ambientali senza partire dal territorio. Comunit\u00e0 locali, ecosistemi, filiere produttive e infrastrutture diventano la dimensione concreta entro cui leggere impatti, rischi e opportunit\u00e0 legati al clima, alla biodiversit\u00e0 e alle risorse naturali.<\/span><\/p>\n

In questo anno vedremo crescere l\u2019attenzione verso <\/span>il ruolo dei territori come unit\u00e0 di gestione<\/b> per temi chiave della sostenibilit\u00e0 ambientale: conservazione degli ecosistemi, la gestione delle risorse idriche e delle filiere alimentari, lo sviluppo di soluzioni per affrontare le vulnerabilit\u00e0 dei territori e le conseguenti azioni di adattamento. Insomma, un ritorno al vecchio slogan \u201c<\/span>Think globally, act locally<\/span><\/i>\u201d, ma in un contesto meno ideologico, pi\u00f9 maturo nelle conoscenze e negli strumenti e inserito in un panorama geopolitico ben differente.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>

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Cosa abbiamo imparato dal 2025?<\/h2><\/h1><\/span>
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Il 2025 \u00e8 stato un anno particolarmente intenso per chi si occupa di sostenibilit\u00e0 ambientale. Nelle ultime settimane abbiamo assistito all\u2019approvazione definitiva del pacchetto <\/span>Omnibus I<\/b>, che ha ridimensionato e semplificato in modo significativo la <\/span>Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)<\/b> e la <\/span>Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD)<\/b>, e al rinvio di un ulteriore anno dello <\/span>European Regulation on Deforestation-free Products (EUDR)<\/b>.<\/span><\/p>\n

Allo stesso tempo, la <\/span>crescente instabilit\u00e0 economica e geopolitica<\/b> ha spinto le istituzioni europee a riorientare le priorit\u00e0 politiche e finanziarie verso l\u2019autosufficienza energetica e delle materie prime, insieme a sicurezza e difesa, come dimostrato dal <\/span>piano ReArm Europe<\/span><\/a>. In questo contesto, la transizione energetica ed ecologica deve essere affrontata con la chiave di lettura della <\/span>competitivit\u00e0<\/b>.<\/span><\/p>\n

Questi cambiamenti non riguardano solo il quadro normativo. Il mercato sta evolvendo in modo strutturale, adottando una <\/span>visione pi\u00f9 pragmatica<\/b> delle questioni ambientali: clima, biodiversit\u00e0 e risorse naturali non sono pi\u00f9 ambiti separati, ma fattori che incidono direttamente su rischi operativi, continuit\u00e0 del business e decisioni strategiche.<\/span><\/p>\n

Questo pragmatismo si riflette nella pubblicazione, da parte delle istituzioni europee, della <\/span>Water Resilience Strategy<\/span><\/a> e della <\/span>Bioeconomy Strategy<\/span><\/a>: due ambiti chiave sia per la sostenibilit\u00e0 sia per la competitivit\u00e0 dell\u2019Unione. Segno di un indirizzo politico che punta a sostenere settori capaci di generare benefici ambientali e crescita economica, evitando di aumentare la complessit\u00e0 e la burocrazia.<\/span><\/p>\n

Nei trend 2025 ci eravamo concentrati sull\u2019economia Nature Positive. <\/span>Nel 2026<\/b> questo percorso entra in una fase pi\u00f9 matura: <\/span>meno dichiarazioni di principio, pi\u00f9 attenzione a territorio, acqua, biodiversit\u00e0 e azione collettiva<\/b>, con una <\/span>cooperazione pi\u00f9 stretta tra settore pubblico e privato<\/b> e una comunicazione pi\u00f9 orientata ad affrontare le <\/span>vulnerabilit\u00e0 di citt\u00e0, infrastrutture e imprese<\/b>.<\/span><\/p>\n<\/div>

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Water Stewardship: una gestione strategica dell\u2019acqua<\/h2><\/h1><\/span>
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Ambiente, economia, sicurezza alimentare ed energetica e qualit\u00e0 della vita dipendono da un <\/span>approvvigionamento idrico stabile e di qualit\u00e0<\/b>. La gestione dell\u2019acqua (water stewardship) \u00e8 ormai un elemento centrale delle politiche europee, come dimostra la pubblicazione nel 2025 della <\/span>European Water Resilience Strategy<\/b><\/a>.<\/span><\/p>\n

L\u2019Europa \u00e8 il continente che si riscalda pi\u00f9 rapidamente: secondo lo <\/span>European State of the Climate 2024<\/span><\/a>, l\u2019aumento della temperatura media europea rispetto al periodo preindustriale \u00e8 pari a +2,4 \u00b0C, contro una media globale di +1,3 \u00b0C. Questo si traduce in un <\/span>aumento della frequenza e dell\u2019intensit\u00e0 di eventi estremi: siccit\u00e0 prolungate, alluvioni, ondate di calore e incendi, <\/b>le cui conseguenze ricadono sull\u2019economia reale dei paesi. In Italia, ad esempio, il 34,8% delle imprese manifatturiere, circa 1 su 3, si trova in aree ad alta vulnerabilit\u00e0 idrogeologica, cio\u00e8 sono esposte a pericoli significativi come frane e alluvioni. (Banca d\u2019Italia, 2022). In Europa invece, il 12% della rete fluviale ha superato la soglia di alluvione \u201cgrave\u201d e il 30% quella \u201celevata\u201d. Le conseguenze sono dirette: impatti sulla salute, interruzioni dell\u2019approvvigionamento idrico ed energetico, perdite economiche per le imprese e l\u2019agricoltura.<\/span><\/p>\n

Anche per le imprese l\u2019acqua diventer\u00e0 centrale nelle strategie di sostenibilit\u00e0 ambientale. Questa risorsa \u00e8 infatti un fattore di rischio e continuit\u00e0 operativa che dipende dal <\/span>contesto di bacino<\/b> (disponibilit\u00e0, qualit\u00e0, competizione tra usi, governance, ecosistemi) e la sua gestione richiede un approccio integrato e collaborazione con enti del territorio coinvolti. In questo contesto, standard come lo <\/span>standard AWS<\/span><\/a>, un framework globale per comprendere uso\/impatti e lavorare in modo collaborativo e trasparente per la gestione sostenibile dell\u2019acqua in un contesto di catchment\/bacino, o il <\/span>CEO Water Mandate<\/span><\/a>, che definisce un quadro di azione collettiva per avviare iniziative di coinvolgimento del settore privato nel raggiungimento degli obiettivi di gestione dell’acqua a scala di bacino, assumeranno maggiore valore.<\/span><\/p>\n<\/div>

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Nel 2026 ci aspettiamo:<\/h2><\/h1><\/span>
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