{"id":24582,"date":"2024-12-10T14:23:04","date_gmt":"2024-12-10T13:23:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/?p=24582"},"modified":"2026-09-22T11:54:16","modified_gmt":"2026-09-22T09:54:16","slug":"overtourism","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/aggiornamenti\/overtourism\/","title":{"rendered":"Overtourism: una sfida per il futuro del turismo<\/span>"},"content":{"rendered":"
\"Overtourism:<\/span><\/div>
<\/div><\/div>
<\/div><\/div>

Chi si vanta di aver coniato il termine \u00e8 la testata online su viaggi e turismo <\/span>Skift nel lontano 2016<\/span><\/a>, spinti dalla preoccupazione che i flussi turistici annuali avessero raggiunto il miliardo. Il dato record \u00e8 stato toccato nel 2019, con 1,46 miliardi di turisti internazionali. La ripresa, per\u00f2, \u00e8 arrivata prima del previsto: il 2023 ha raggiunto l\u201989% dei livelli pre-Covid.<\/strong> Con tutto il dibattito attorno all\u2019overtourism, o all\u2019anti-turismo, ci si potrebbe iniziare a chiedere se un ritorno ai livelli pre-Covid sia davvero desiderabile.<\/span><\/p>\n

Per chi ama le classifiche, a dimostrazione di quanto il dibattito sia ormai diffuso<\/strong>, <\/span>anti-tourism<\/span><\/i> \u00e8 stato candidato (senza vincere) a <\/span>parola dell\u2019anno 2024 <\/span><\/a>dal famoso Collins Dictionary, preceduto dall\u2019Oxford Dictionary nel <\/span>2018<\/span><\/a>.<\/span><\/p>\n

Intanto, uno studio di <\/span>Google Think<\/span><\/a> ci avvisa, con un certo entusiasmo, che al 2040 i viaggiatori internazionali saranno 2,4 miliardi.<\/strong><\/span><\/p>\n<\/div>

Cosa si intende per Overtourism? Una definizione\u00a0<\/b><\/h2>\n

Il turismo \u00e8 un fenomeno globale e complesso, che sicuramente non possiamo fermare ma che possiamo (e dobbiamo) governare. Di fronte a questi numeri, viene per\u00f2 da chiedersi: come fare? Ne parliamo pi\u00f9 avanti.<\/span><\/p>\n

Consideriamo la definizione ufficiale della <\/strong><\/span>UN Tourism<\/a><\/strong> sull\u2019overtourism, che lo descrive come: <\/span>\u201cL’impatto del turismo su una destinazione, o su parti di essa, che influenza eccessivamente in modo negativo la qualit\u00e0 percepita della vita dei cittadini e\/o la qualit\u00e0 delle esperienze dei visitatori.\u201d<\/span><\/i>. In sostanza, l\u2019overtourism non piace n\u00e9 ai residenti n\u00e9 ai turisti. E in italiano? \u201cSovraffollamento turistico\u201d sembra la traduzione pi\u00f9 utilizzata, anche se la questione va oltre il mero fattore numerico.<\/span><\/p>\n<\/div>

Problemi storici e capacit\u00e0 di carico<\/b><\/h2>\n

Fenomeni di avversione ai turisti ci sono sempre stati, cos\u00ec come dibattiti sulla mercificazione di natura e cultura da parte dell\u2019 \u201dindustria\u201d turistica, sulla perdita di autenticit\u00e0, sulla differenziazione (ormai obsoleta) tra turisti e viaggiatori. Non sono nuovi nemmeno i discorsi sulla capacit\u00e0 di carico<\/strong> (<\/span>carrying capacity<\/span><\/i>) delle destinazioni, definita dalla UN Tourism<\/a><\/strong> come: <\/span>\u201c”Il numero massimo di persone che possono visitare una destinazione turistica contemporaneamente, senza causare danni all’ambiente fisico, economico e socioculturale e senza determinare una diminuzione inaccettabile della qualit\u00e0 della soddisfazione dei visitatori.\u201d<\/span><\/i>.<\/span><\/p>\n

Interessante notare che la capacit\u00e0 di carico pu\u00f2 essere sia fisica, quindi misurabile, sia legata a fattori sociali e di percezione<\/strong> (si veda l\u2019irritation index, o <\/span>irridex<\/span><\/i> teorizzato da Doxey, che misura il grado di sopportazione dei residenti nei confronti del turismo). Quel che \u00e8 certo \u00e8 che non esistono numeri magici oltre i quali non spingersi, e che la ricerca di un equilibrio deve essere costante e ben gestita. Il turismo si presenta come una continua contraddizione, sintomo del fatto che esso non sia un settore (men che meno un\u2019industria), ma un sistema\u00a0 complesso.<\/span><\/p>\n<\/div>

L’evoluzione del viaggio e la democratizzazione<\/b><\/h2>\n

I cambiamenti strutturali, come l\u2019avvento delle linee aeree low-cost e delle piattaforme di affitti brevi, hanno portato a quella che alcuni chiamano \u201cdemocratizzazione del viaggio\u201d, ormai percepito (<\/strong><\/span>e definito<\/a><\/strong>) come un diritto.<\/strong> Negli ultimi anni, fenomeni di sovraffollamento, uso eccessivo delle risorse e conflitti tra residenti e turisti sono diventati particolarmente evidenti.<\/span><\/p>\n

Tuttavia, prendersela con i turisti<\/strong> (tutti abbiamo visto le foto di quest’estate con i residenti che puntavano pistole ad acqua contro i turisti a Barcellona) \u00e8 solo \u201c<\/span>una soluzione individuale a un problema sistemico<\/span><\/a>\u201d.<\/span><\/p>\n<\/div>

<\/div><\/div>