{"id":24457,"date":"2024-11-28T15:22:56","date_gmt":"2024-11-28T14:22:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/?p=24457"},"modified":"2026-10-05T14:58:32","modified_gmt":"2026-10-05T12:58:32","slug":"risultati-cop29-cambiamenti-climatici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/aggiornamenti\/risultati-cop29-cambiamenti-climatici\/","title":{"rendered":"Finanza e mercato dei Carbon Credits: i risultati della COP29 sui cambiamenti climatici<\/span>"},"content":{"rendered":"

\"COP29<\/span><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>
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Dall’11 al 24 novembre 2024 si \u00e8 tenuta la XIX Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Abbreviata come <\/span>COP29<\/span><\/a>, rappresenta il momento dell\u2019anno in cui i leader dei Paesi di tutto il mondo, insieme a esponenti di aziende e organizzazioni, si riuniscono per discutere e confrontarsi su come affrontare la crisi climatica. Quest\u2019anno \u00e8 stata ospitata dall\u2019Azerbaigian, nella capitale Baku.<\/span><\/p>\n

La <\/span>COP29<\/span><\/a> \u00e8 il secondo dei tre vertici del 2024 sull\u2019ambiente: biodiversit\u00e0, cambiamenti climatici e desertificazione. A ottobre i nostri esperti si sono recati a Cali in Colombia per partecipare attivamente alla <\/span>COP 16 sulla biodiversit\u00e0<\/span><\/a> e ora, tornati a casa, si stanno confrontando anche con gli esiti della COP29 sul clima. Nonostante ogni COP riguardi argomenti specifici, fanno tutte riferimento allo stesso ecosistema, influenzato sia dalla biodiversit\u00e0 che dai cambiamenti climatici. Leggere i risultati di questi incontri con uno sguardo pi\u00f9 ampio ci aiuta a comprenderne meglio la complessit\u00e0 e la direzione politica.<\/span><\/p>\n<\/div>

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Il ruolo delle COP: cosa ci dobbiamo aspettare da questi incontri?<\/h2>\n

Nonostante le critiche nell\u2019ultimo decennio sull\u2019utilit\u00e0 di questi vertici, vogliamo ricordare che le Conferenze delle Nazioni Unite sono un importante spazio politico, un contesto di governance globale unico in cui i Paesi collaborano specificamente su clima e ambiente, mantenendo vivo il dibattito sulla crisi climatica. In Etifor crediamo che, indipendentemente dal livello di soddisfazione per i risultati ottenuti o dalle critiche sulle modalit\u00e0 di esecuzione, rimangano strumenti indispensabili, soprattutto ora, in un momento storico in cui abbiamo bisogno di <\/span>responsabilit\u00e0 politica<\/b> e dialogo. Dalle <\/span>COP<\/span><\/a> non dobbiamo aspettarci soluzioni definitive per la crisi climatica, difficili da ottenere in due settimane di negoziati, piuttosto impegno politico, multilateralismo, confronto e bilanciamento tra bisogni di parti diverse del mondo.<\/span><\/p>\n

Cosa \u00e8 successo alla COP29 di Baku sui cambiamenti climatici?<\/h2>\n

Come per la COP16 sulla biodiversit\u00e0, anche il vertice sui cambiamenti climatici del 2024 si \u00e8 presentato come \u201c<\/span>la COP dell\u2019azione<\/span><\/i>\u201d: ci si aspettava di tradurre in impegno concreto l\u2019affermazione \u201cTransition away from fossil fuels\u201d della COP precedente. Il negoziato si \u00e8 concentrato sulla <\/span>finanza climatica<\/b>, considerata l\u2019unico strumento per concretizzare gli ambiziosi obiettivi della transizione energetica ed ecologica.<\/span><\/p>\n

Finanza climatica<\/h3>\n

Nuovo obiettivo di finanziamento per il clima<\/h2>\n

Il momento pi\u00f9 atteso e teso della COP29 ha riguardato la negoziazione del nuovo quadro di finanziamento per il clima: il <\/span>New Collective Quantified Goal<\/span><\/i>, ovvero il budget che i Paesi sviluppati, maggiormente responsabili delle emissioni di CO2eq, mettono a disposizione dei Paesi pi\u00f9 poveri e colpiti dalla crisi climatica.<\/span><\/p>\n

Questi finanziamenti mirano a rendere effettiva la transizione da un modello basato sui combustibili fossili a uno fondato su fonti energetiche alternative e a minore impatto ambientale. La \u201cdecarbonizzazione<\/a>\u201d \u00e8 un processo costoso e impegnativo per tutti i Paesi, ma in modo particolare per quelli in via di sviluppo o con economie arretrate. Il Segretario esecutivo delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici, Simon Stiell, ha definito questo fondo una “polizza assicurativa per l’umanit\u00e0”, aggiungendo: “Come ogni polizza assicurativa, funziona solo se i premi vengono pagati per intero e in tempo. Le promesse devono essere mantenute per proteggere miliardi di vite”.<\/p>\n<\/div>

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\"negoziato<\/span><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>
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Alla fine, a Baku, i Paesi in via di sviluppo hanno ottenuto una quota crescente di aiuti climatici, che dovr\u00e0 raggiungere i <\/span>300 miliardi di dollari all’anno entro il 2035<\/b>. Tuttavia, questa somma \u00e8 stata giudicata deludente e inadeguata da molti Paesi aderenti alla Convenzione, soprattutto dai pi\u00f9 vulnerabili, come i piccoli Stati insulari.<\/span><\/p>\n

Il mix di fonti finanziarie: qualit\u00e0 > quantit\u00e0<\/b><\/h2>\n

L\u2019inadeguatezza non riguarda solo la <\/span>quantit\u00e0<\/b> dei fondi, ma anche la loro <\/span>qualit\u00e0<\/b>. Gli aiuti annuali richiesti dai Paesi in via di sviluppo ammontano a circa <\/span>1.300 miliardi di dollari<\/b>, ma solo 300 miliardi saranno vincolati e provenienti da finanza pubblica a bassi interessi. La restante parte sar\u00e0 raccolta tramite investimenti privati, fondi di banche multilaterali per lo sviluppo e finanza mobilitata (privata, ma garantita dagli Stati).<\/span><\/p>\n

Sebbene la finanza privata sia uno strumento importante, rischia di rendere l\u2019impegno dei Paesi sviluppati pi\u00f9 incerto e vulnerabile al mercato. Progetti come quelli di adattamento climatico, che richiedono ingenti risorse e hanno un ritorno economico sul lungo termine, potrebbero faticare a ottenere finanziamenti, risultando poco appetibili per il settore privato.<\/span><\/p>\n

Roadmap Baku-Belem<\/b><\/h2>\n

Per raggiungere un accordo a Baku, i vari Paesi hanno deciso di creare la <\/span>\u201cRoadmap Baku-Belem\u201d<\/b>, rivalutando l\u2019impegno finanziario prima della COP30 a Belem, in Brasile. L\u2019obiettivo sar\u00e0 triplicare i fondi per l\u2019adattamento climatico e creare un canale preferenziale per i Paesi meno responsabili della crisi climatica ma pi\u00f9 colpiti: i <\/span>Least Developed Countries<\/span><\/i> (Paesi meno sviluppati) e le <\/span>Small Island Developing States<\/span><\/i> (Stati insulari in via di sviluppo).<\/span><\/p>\n

Il ruolo dell\u2019Europa e dei Paesi \u201cin via di sviluppo\u201d<\/b><\/h2>\n

Le COP, soprattutto quelle sul clima, sono spazi di negoziazione dove la geopolitica ha un peso rilevante. Durante questi eventi, si parla pi\u00f9 di finanza che di scienza, e per questo la presenza di leader di spicco \u00e8 fondamentale. Quest\u2019anno ha colpito l\u2019assenza di importanti figure mondiali come Joe Biden, Xi Jinping e Ursula von der Leyen.<\/span><\/p>\n

Con l\u2019elezione di Donald Trump e la promessa di uscire dagli Accordi di Parigi, l\u2019Europa \u00e8 diventata il principale portavoce dei Paesi sviluppati, mostrando per\u00f2 le difficolt\u00e0 economiche causate dall\u2019inflazione, dalla pandemia e dalle guerre vicine. L\u2019Europa ha chiesto il coinvolgimento di Paesi in via di sviluppo che contribuiscono pesantemente alla crisi climatica, come Cina, Corea del Sud, Singapore, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati i quali potranno partecipare al fondo su base volontaria, senza obblighi. Una mezza vittoria.<\/span><\/p>\n

Crediti di carbonio sul mercato internazionale<\/h2>\n

Meritano un approfondimento a parte le indicazioni concordate durante la COP29 per quanto riguarda il mercato internazionale dei <\/span>crediti di carbonio<\/span><\/a>.<\/span><\/p>\n

Nel mercato del carbonio la moneta di scambio sono i cosiddetti <\/span>carbon credits<\/span><\/i>, ovvero certificati equivalenti a una tonnellata di CO2eq non emessa o assorbita. Il credito di carbonio viene generato attraverso la realizzazione di un progetto che riduce o rimuove emissioni di CO2eq. Esempi di questi progetti includono la sostituzione di tecnologie energeticamente inefficienti con tecnologie pi\u00f9 moderne ed efficienti, la produzione di energia rinnovabile, ad esempio attraverso impianti fotovoltaici, o attivit\u00e0 di riforestazione.<\/span>
\n<\/span>Questi progetti devono rispettare alcuni criteri: essere certificati da uno standard di verifica indipendente, essere convalidati da un ente revisore terzo, rispettare il principio di addizionalit\u00e0 (il progetto non sarebbe esistito senza i finanziamenti derivanti dai crediti) ed essere presenti in un registro dei crediti di carbonio.<\/span><\/p>\n

Alla COP29 di Baku, dopo un\u2019attesa di dieci anni, sono stati definiti i termini dell’articolo 6 del trattato di Parigi, che riguarda gli scambi internazionali di crediti di carbonio, ovvero crediti che vengono scambiati tra soggetti di diversi Stati. Le novit\u00e0 sono due:<\/span><\/p>\n