{"id":24311,"date":"2024-11-13T12:17:53","date_gmt":"2024-11-13T11:17:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/?p=24311"},"modified":"2026-10-05T14:59:33","modified_gmt":"2026-10-05T12:59:33","slug":"cop16-risultati-riflessioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/aggiornamenti\/cop16-risultati-riflessioni\/","title":{"rendered":"COP16 sulla biodiversit\u00e0: risultati e riflessioni di Etifor<\/span>"},"content":{"rendered":"

\"Entrata<\/span><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>
<\/div><\/div>

Dal 21 ottobre al 1\u00ba novembre 2024 si \u00e8 tenuta a Cali, in Colombia, la 16\u00aa Conferenza delle Parti per la Diversit\u00e0 Biologica (COP16) che mirava a essere “<\/span>La COP delle Persone<\/span><\/i>” e \u201c<\/span>La COP dell\u2019Azione<\/span><\/i>\u201d. L’ultimo giorno di votazioni, a causa del mancato raggiungimento del quorum, le negoziazioni si sono interrotte. Le trattative sono state riprese a febbraio 2025, a Roma.<\/span><\/p>\n

Scopriamo insieme i risultati ottenuti dal multilateranismo politico di questo importante incontro internazionale<\/span><\/p>\n<\/div>

<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>

Highlights della COP16 di Roma<\/h3>\n

Un passo avanti sulla finanza per la biodiversit\u00e0<\/h2>\n

Dopo lo stallo dei negoziati a Cali, i lavori sono ripresi a Roma<\/a> con l\u2019obiettivo di trovare un accordo su come mobilitare le risorse economiche necessarie per attuare il Global Biodiversity Framework. Il punto di svolta \u00e8 arrivato con l\u2019approvazione del Meccanismo di Mobilitazione delle Risorse e Finanziario, una roadmap che stabilisce come saranno reperiti i 200 miliardi di dollari all\u2019anno necessari per fermare e invertire la perdita di biodiversit\u00e0 entro il 2030. Questo meccanismo prevede il coinvolgimento di fondi pubblici, privati, filantropici e multilaterali, delineando finalmente una strategia concreta per colmare il divario finanziario evidenziato a Cali.<\/p>\n

Parallelamente, si \u00e8 aperto un dibattito su come distribuire questi fondi. I paesi del Sud globale hanno richiesto la creazione di un nuovo fondo per la biodiversit\u00e0 controllato direttamente dalla COP, mentre i paesi del Nord hanno preferito mantenere il meccanismo gi\u00e0 esistente sotto il Global Environment Facility (GEF). L\u2019assetto definitivo di questo meccanismo sar\u00e0 stabilito alla COP18 nel 2028.<\/p>\n

Pianificazione, monitoraggio e reporting: il PMRR
\nUno dei risultati pi\u00f9 significativi dei negoziati di Roma \u00e8 stata l\u2019adozione del meccanismo di Pianificazione, Monitoraggio, Reporting e Revisione (PMRR). Questo sistema definir\u00e0 come i paesi dovranno monitorare i progressi verso i 23 obiettivi del GBF, introducendo indicatori chiari e tappe fondamentali, tra cui:<\/p>\n

La presentazione delle Strategie e Piani d’Azione Nazionali per la Biodiversit\u00e0 (NBSAPs) entro il 2026.<\/h2>\n

L\u2019implementazione di un quadro di monitoraggio standardizzato per garantire coerenza tra i vari paesi.
\nUn rapporto globale che valuter\u00e0 se le azioni intraprese sono in linea con gli obiettivi stabiliti.
\nL\u2019introduzione di questo meccanismo rappresenta un passo avanti importante per assicurare la trasparenza e l\u2019efficacia dell\u2019implementazione del GBF, colmando una delle principali lacune evidenziate nei precedenti summit.<\/p>\n

<\/h3>\n

Highlights della COP16 di Cali<\/b><\/h3>\n

La COP delle persone<\/b><\/h2>\n

Con la divisione dell\u2019evento in due zone – la Blue Zone per i delegati e la Green Zone per il pubblico – la <\/span>COP16<\/span><\/a> ha riunito politici, societ\u00e0 civile e cittadini comuni, specialmente dall\u2019America Latina. Si \u00e8 registrata una partecipazione record, con circa 23.000 delegati, inclusi 3.000 rappresentanti dei settori aziendale e finanziario\u2014quasi il triplo rispetto alla COP15; e circa 800.000 visitatori totali. Questo formato ha messo in luce due prospettive: i rappresentanti politici e del mondo imprenditoriale si sono concentrati su soluzioni finanziarie e tecnologiche, mentre le comunit\u00e0 locali hanno espresso la loro preoccupazione per l\u2019impatto delle politiche tradizionali sulle loro vite.<\/span><\/p>\n

Gap finanziario: finanziamenti inadeguati<\/b><\/h2>\n

Sul fronte del coinvolgimento, la COP16 pu\u00f2 considerarsi pi\u00f9 che sufficiente, ma sul piano dell\u2019azione, in particolare finanziaria, non sono stati raggiunti risultati soddisfacenti. L’obiettivo della COP16 era l’implementazione del Montreal-Kunming Global Biodiversity Framwork, il piano per intervenire sulla distruzione degli ecosistemi entro il 2030. Per raggiungerlo, per\u00f2, \u00e8 stato stimato un gap finanziario tra i 200 e i 700 miliardi di dollari all’anno. <\/span><\/p>\n

Ma non solo, la <\/span>COP16 ha evidenziato una mancanza di 4,6 miliardi di dollari per raggiungere l\u2019obiettivo di 20 miliardi di dollari entro il 2025 stabiliti nel Global Biodiversity Framework<\/b>. Per colmare questo divario, \u00e8 necessaria un\u2019azione nazionale pi\u00f9 forte che dia priorit\u00e0 alla biodiversit\u00e0 in tutte le politiche e i settori, responsabilizzando sia il settore pubblico che quello privato.\u00a0<\/span><\/p>\n

Il modo in cui le risorse economiche e finanziarie vengono allocate \u00e8 un indicatore significativo della volont\u00e0 di paesi e aziende di affrontare una determinata questione. Ad esempio, ogni anno vengono investiti 20 miliardi di dollari in attivit\u00e0 sostenibili, mentre 7 trilioni di dollari finanziano iniziative che danneggiano gli ecosistemi. In pi\u00f9, solo il 2% dei fondi climatici \u00e8 destinato alla biodiversit\u00e0. Una domanda dovrebbe sorgerci spontanea: a cosa stiamo dando priorit\u00e0?<\/span><\/p>\n

Rappresentanza delle Comunit\u00e0 Indigene<\/b><\/h2>\n

Un traguardo chiave \u00e8 stata la creazione di un organismo permanente per rappresentare le comunit\u00e0 indigene nell’ambito della convenzione sulla <\/span>biodiversit\u00e0<\/span><\/a> dell’ONU. Questo organo dovrebbe garantire un maggiore peso alle popolazioni indigene nelle decisioni, favorendo il riconoscimento dei diritti di propriet\u00e0 dei terreni indigeni e la destinazione di risorse economiche. In questo modo, chi vive maggiormente in simbiosi con l\u2019ecosistema naturale, avr\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di prendersene cura.<\/span><\/p>\n

Il Fondo Cali per le Informazioni di Sequenza Digitale (DSI)<\/b><\/h2>\n

Un altro importante traguardo \u00e8 stato il lancio del \u201cFondo Cali,\u201d che mira a favorire una equa redistribuzione dei benefici e dei profitti derivanti dall\u2019uso delle informazioni sul sequenziamento digitale (Digital Sequence Information, DSI) delle risorse genetiche. In poche parole, chi fa profitti grazie alle propriet\u00e0 specifiche di piante e animali dovr\u00e0 restituire una parte dei propri ricavi per sostenere la tutela della biodiversit\u00e0.<\/span><\/p>\n

Il fondo raccoglie contributi dalle industrie che traggono vantaggi commerciali dall\u2019utilizzo delle DSI, come l\u2019industria farmaceutica e cosmetica. La partecipazione al fondo non \u00e8 obbligatoria e si rivolge alle aziende che superano almeno due delle tre soglie previste: attivit\u00e0 totali di almeno 20 milioni di dollari; vendite di 50 milioni di dollari; profitti di 5 milioni di dollari, calcolate sulla media dei tre anni precedenti. Queste aziende dovrebbero contribuire al fondo globale con l’1% dei loro profitti o con lo 0,1% delle loro entrate, come percentuale indicativa.<\/span><\/p>\n

L\u2019obiettivo del Fondo Cali \u00e8 quello di redistribuire le risorse economiche a favore della natura e quello di rendere accessibili le informazioni delle DSI, promuovendo una scienza aperta.<\/span><\/p>\n

Aggiornamento del Tropical Forest Forever Facility (TFFF)<\/b>
\n<\/b><\/h2>\n

Sul fronte degli strumenti finanziari innovativi, \u00e8 rilevante l\u2019aggiornamento presentato dal Brasile rispetto al Tropical Forest Forever Facility (TFFF), un fondo che mira a mobilitare 125 miliardi di dollari da nazioni e investitori, con un ritorno sull’investimento in 20 anni. La novit\u00e0 di questo fondo \u00e8 che destina parte delle proprie risorse – 4 miliardi di dollari all\u2019anno derivanti dalla rendita – direttamente alla natura, finanziando i paesi tropicali per proteggere le loro <\/span>foreste<\/span><\/a>. Il TFFF sar\u00e0 lanciato ufficialmente alla COP30.<\/span><\/p>\n

Primo Bond per la Biodiversit\u00e0 in America Latina<\/b>
\n<\/b><\/h2>\n

IDB Invest e BBVA Colombia hanno lanciato il primo bond per la biodiversit\u00e0 in America Latina, del valore di 70 milioni di dollari. Incentrato esclusivamente su progetti per la biodiversit\u00e0 in America Latina e nei Caraibi, il bond \u00e8 strutturato in due tranche: una fino a 35 milioni di dollari sottoscritta da IDB Invest e un’altra fino a 35 milioni di dollari sottoscritta dalla International Finance Corporation. I proventi sosterranno progetti mirati a combattere la perdita di biodiversit\u00e0 in Colombia. Questo bond riflette il crescente interesse verso strumenti finanziari incentrati sulla conservazione.<\/span><\/p>\n

Tutela della biodiversit\u00e0 marina nelle acque internazionali<\/b>
\n<\/b><\/h2>\n

Durante la COP16 \u00e8 stato annunciato l\u2019impegno di raccogliere 51,7 milioni di dollari per creare aree marine protette nelle acque internazionali, contribuendo a preservare questi ecosistemi fortemente degradati. In questo caso, le fondazioni e le istituzioni filantropiche hanno avuto un ruolo fondamentale.<\/span><\/p>\n

Assenza del Settore Agroalimentare e Forestale<\/b>
\n<\/span><\/h2>\n

Sebbene i settori finanziario e tecnologico abbiano dimostrato un forte impegno, o almeno una presenza significativa, l\u2019agricoltura e la silvicoltura sono state invece notevolmente assenti, nonostante il loro impatto diretto sulla biodiversit\u00e0.<\/span><\/p>\n<\/div>

<\/div><\/div>
\"Presentazione<\/span><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>
<\/div><\/div>

Cosa si potrebbe migliorare?<\/h3>\n

Conservazione pura vs Biodiversit\u00e0 funzionale<\/h2>\n

La maggior parte delle discussioni della COP16 si \u00e8 concentrata sulla creazione di progetti che si basano finanziariamente solo sugli esiti legati alla biodiversit\u00e0; <\/strong>ad esempio\u00a0i progetti che generano reddito dalla vendita di crediti di biodiversit\u00e0 o compensazioni. In questi casi, non \u00e8 inusuale sentir parlare della cos\u00ec detta \u201c<\/span>recinzione delle aree<\/span><\/i>\u201d.<\/span><\/p>\n

Nonostante ci possano essere degli aspetti positivi rispetto a questo approccio, in Etifor, crediamo che un\u2019area naturale possa essere gestita in modo sostenibile (anche in termini finanziari) solo se si riesce a catturare la maggior parte dei suoi valori.<\/strong> Per quanto riguarda la biodiversit\u00e0, dovremmo puntare a una gestione integrata che crei il giusto equilibrio tra conservazione della biodiversit\u00e0, acqua, carbonio, energia, produzione alimentare e bioeconomia. La biodiversit\u00e0 non \u00e8 confinata esclusivamente nelle riserve naturali; per questo qualsiasi progetto dovrebbe adottare un approccio ecosistemico e <\/span>valorizzare i benefici della natura<\/span><\/a>.<\/span><\/p>\n

Un approccio integrato garantisce che le azioni e i progetti siano sostenibili, generando un impatto duraturo<\/strong>. \u00c8 su queste basi che abbiamo sviluppato <\/span>LUCAS<\/span><\/a>. Questa metodologia scientifica supporta le aziende nella comprensione delle proprie dipendenze dalla natura e dei rischi associati, aiutandole a gestirli in modo integrato per diventare <\/span>nature-positive<\/span><\/a>.<\/span><\/p>\n

Crediti di biodiversit\u00e0: s\u00ec, se necessario, ma non da soli<\/h2>\n

Una tonnellata di CO\u2082 emessa oggi in Europa, in due giorni, si disperderebbe in tutto il mondo. In questo caso, i meccanismi del mercato del carbonio internazionale spesso hanno senso. Per la biodiversit\u00e0 e l\u2019acqua, per\u00f2, non \u00e8 cos\u00ec. Un ettaro di ecosistema impattato in un certo bioma dovrebbe essere ridotto e ripristinato nello stesso bioma (like-for-like). Lo stesso vale per l\u2019acqua, a livello di bacino idrico (water shared challenge).<\/span><\/p>\n

Pertanto, per biodiversit\u00e0 (e acqua), non possiamo applicare le logiche delle emissioni GHG perch\u00e9 la filiera di mercato potrebbe essere molto corta. Se la filiera \u00e8 corta, potremmo evitare la creazione di mercati internazionali, che comporterebbero una sovra-finanziarizzazione, costi di transazione aumentati e una scarsa condivisione dei benefici. In una situazione del genere, potremmo preferire impatti sulla biodiversit\u00e0 a livello locale (sempre certificati da terzi indipendenti).<\/span><\/p>\n

Tuttavia, se dobbiamo operare su larga scala o lungo le catene di approvvigionamento internazionali, dovremmo consentire la partecipazione degli investitori: in questo caso la rivendita \u00e8 obbligatoria, quindi potremmo aver bisogno di strumenti di mercato come i crediti di biodiversit\u00e0.<\/span><\/p>\n

In ogni caso, si dovrebbe evitare un progetto che dipenda unicamente dal reddito da crediti di biodiversit\u00e0. Dovremmo puntare a gestire la complessit\u00e0 della natura, piuttosto che cercare di semplificarla.<\/span><\/p>\n<\/div>

<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>

Alla base di tutto: il Global Biodiversity Framework<\/h2>\n

Come abbiamo scritto in apertura, la COP16 di Cali \u00e8 stata denominata \u201cLa COP dell\u2019azione<\/em>\u201d perch\u00e9 l\u2019obiettivo era concretizzare ci\u00f2 che, nella precedente Conferenza delle Parti, era stato teorizzato: il Global Biodiversity Framework<\/strong>. Tutelare la natura e la biodiversit\u00e0 \u00e8 essenziale per la salute umana e per tutti i settori economici, i quali dipendono direttamente o indirettamente dagli ecosistemi terrestri e marini. Il Global Biodiversity Framework, approvato durante la COP15 di Kunming-Montreal, ha impegnato 190 Paesi in tal senso, fissando l’obiettivo di proteggere almeno il 30% delle terre, degli oceani, delle zone costiere e delle acque del pianeta, arrestando e invertendo la perdita di biodiversit\u00e0.<\/span><\/p>\n

Per quanto riguarda le attivit\u00e0 di Etifor, abbiamo partecipato alla COP16 di Cali portando la nostra competenza in due aree specifiche e contribuendo a sette target:<\/span><\/p>\n

Ruolo del settore privato<\/b><\/p>\n