{"id":18691,"date":"2023-10-27T17:37:54","date_gmt":"2023-10-27T15:37:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/?p=18691"},"modified":"2026-10-05T14:47:29","modified_gmt":"2026-10-05T12:47:29","slug":"vaia-cinque-anni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/aggiornamenti\/vaia-cinque-anni-dopo\/","title":{"rendered":"Cinque anni dopo Vaia: l’emergenza continua<\/span>"},"content":{"rendered":"
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In soli due giorni, tra il 28 e il 29 ottobre 2018, sono stati danneggiati\u00a0 <\/span>42.800 ettari di bosco in 494 comuni <\/b>tra<\/span> Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia<\/b> per un totale di due miliardi di danni<\/span>\u00a0 <\/b>tra infrastrutture, edifici e patrimonio ambientale.<\/span><\/p>\n

Cinque anni fa la<\/span> tempesta Vaia<\/b>, con venti a velocit\u00e0 maggiore di 200 km orari, ha distrutto in poche ore\u00a0 il potenziale di lavorazione di 7 anni di tutte le segherie italiane messe insieme e un patrimonio forestale di inestimabile valore per le comunit\u00e0 che, quelle zone, le vivono e le curano ogni giorno.\u00a0<\/span><\/p>\n<\/div>

Emergenza bostrico: un\u2019altra tempesta<\/b><\/h2>\n<\/div>
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Ad oggi la situazione \u00e8 ancora tragica: sono <\/span>almeno 25.000 ettari di foresta e circa 5 milioni di metri cubi di legname danneggiato <\/b>nelle aree gi\u00e0 devastate dalla tempesta Vaia. <\/span>La causa<\/b> \u00e8 il bostrico<\/b>, un coleottero naturalmente presente nelle foreste che predilige l\u2019abete rosso, ma che pu\u00f2 attaccare anche altre specie. L\u2019insetto scava delle gallerie sotto la corteccia portando in poco tempo alla morte dell\u2019albero, che si secca dopo aver perso gli aghi e la corteccia. Solitamente sceglie alberi deboli e fragili, schiantati o spezzati, e l\u2019abbondanza di legno causata dalla tempesta ha rappresentato un terreno fertilissimo per la sua riproduzione. Una volta che gli alberi morti e danneggiati iniziano a deperire troppo, la popolazione dell\u2019insetto attacca gli alberi sani, creando enormi danni ai popolamenti forestali che si erano salvati. Cos\u00ec, da una <\/strong><\/span>situazione di equilibrio, si passa ad un\u2019epidemia di bostrico.<\/strong><\/p>\n

Dal 2019 \u00e8 stata predisposta una capillare rete di monitoraggio dell\u2019insetto nelle aree colpite dalla tempesta grazie ad apposite trappole disseminate nel territorio. Per indicare una fase epidemica dell\u2019infestazione \u00e8 sufficiente contare il numero di insetti per trappola. <\/span>8.000 insetti per trappola rappresentano un valore soglia, ma in moltissimi distretti forestali questo valore \u00e8 ampiamente superato.<\/b> Nella provincia di Trento, ad esempio, le catture medie sono state superiori a 8.000 individui in tutti i distretti forestali con medie tra <\/span>20.000 e 30.000 insetti a trappola <\/b>per il 2022.\u00a0<\/span>In alcuni distretti specifici i danni da bostrico hanno gi\u00e0 raddoppiato quelli di Vaia: per ogni albero abbattuto dalla tempesta, 2 alberi sani sono stati attaccati dal bostrico.<\/b>\u00a0<\/span>\u00a0<\/b>Per far rientrare questa situazione di emergenza si stima che ci vorranno ancora 5 anni.<\/p>\n<\/div>

Le conseguenze per le foreste<\/b><\/h2>\n<\/div>
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Tanti sono gli impatti, pi\u00f9 difficili da quantificare, che Vaia e il bostrico hanno sulla capacit\u00e0 delle foreste di trattenere i sedimenti, regimare le acque, proteggere dalle valanghe, garantire acqua pulita ed aria buona; ma anche il valore paesaggistico, e di fruizione turistico ricreativa, fondamentali per le per molte economie montane che grazie al sistema turistico rappresentano un pilastro dell\u2019economia locale.<\/span><\/p>\n

L\u2019epidemia<\/b> porta<\/span> con s\u00e9 diverse criticit\u00e0: <\/span>espansione dei focolai<\/b> nei prossimi anni, soprattutto in considerazione della fragilit\u00e0 dei soprassuoli superstiti; ampliamento delle superfici denudate su interi versanti ripidi con conseguente <\/span>accentuazione dei fenomeni di dissesto idrogeologico<\/b> e di instabilit\u00e0 del terreno; ripercussioni sulla <\/span>sicurezza dei sentieri<\/b> e sull’aspetto paesaggistico, quindi sulla fruibilit\u00e0 del territorio; progressivo <\/span>depauperamento della risorsa legno ed effetti di scompenso sulla pianificazione forestale futura<\/b>, <\/span>aumento del rischio di sviluppo dell’infestazione a causa di situazioni meteorologiche che favoriscono l\u2019insetto, come siccit\u00e0 prolungata e temperature medie pi\u00f9 alte.<\/b><\/p>\n<\/div>

Quali soluzioni possibili?<\/h2>\n<\/div>
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Contro il bostrico la forma di lotta pi\u00f9 efficace \u00e8 la rimozione del materiale schiantato e di quello infestato in tempo utile. In questo modo si bloccano le larve in fase di sviluppo, anche se purtroppo questa strada non \u00e8 sempre percorribile. Nella realt\u00e0, vengono applicati vari approcci definiti in base al contesto. Si pu\u00f2 prevedere l\u2019esbosco degli alberi morti, quindi la loro rimozione, o il loro mantenimento per favorire lo sviluppo degli insetti e animali antagonisti del bostrico e proteggere gli alberi ancora vivi. In contesti dove la presenza dell\u2019uomo \u00e8 forte \u00e8 necessario un intervento umano funzionale a mitigare il problema e favorire il ripristino delle funzioni del bosco.\u00a0<\/span><\/p>\n

Diversi sono gli interventi <\/strong><\/span>di prevenzione e di ripristino utili nel medio periodo<\/b> (diradamenti nei boschi pi\u00f9 densi con l\u2019eliminazione degli alberi pi\u00f9 deboli; impianti puntuali sotto gli alberi bostricati di altre specie adatte al contesto locale ma non appetibili per l\u2019insetto). <\/span>Nel lungo periodo, invece, occorre favorire la struttura pluristratificata del bosco:<\/b> una struttura forestale idonea a rispondere sia alle epidemie sia alla crisi climatica prevede alberi di diverse et\u00e0, specie e funzioni.\u00a0<\/span><\/p>\n<\/div>

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Vuoi sapere di pi\u00f9 su Vaia e la diffusione del bostrico? Guarda il video!<\/em><\/p>\n<\/div>