{"id":14413,"date":"2022-09-07T10:16:19","date_gmt":"2022-09-07T08:16:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/?p=14413"},"modified":"2023-02-17T17:23:53","modified_gmt":"2023-02-17T16:23:53","slug":"wwf-call-to-action","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/aggiornamenti\/wwf-call-to-action\/","title":{"rendered":"Etifor firma la Call to Action del WWF per promuovere la transizione verso un’economia nature positive<\/span>"},"content":{"rendered":"
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Immagine di Louis Reed, Unsplash<\/a><\/h5>\n<\/div>
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Il cambiamento climatico e la perdita di biodiversit\u00e0 sono tra le sfide pi\u00f9 complesse del nostro tempo. Negli ultimi anni, un numero crescente di esperti suggerisce che concentrarsi sulle emissioni di carbonio non \u00e8 sufficiente. Invece, dovremmo promuovere approcci integrati in grado di affrontare i diversi aspetti di queste crisi. In questo senso, un approccio <\/strong><\/span>nature positive <\/i><\/strong>cerca di identificare le molteplici pressioni sui sistemi terrestri – come cambiamenti climatici, inquinamento e sfruttamento delle risorse – sviluppando obiettivi olistici per ridurre e mitigare gli impatti. Per questo motivo, oggi, il WWF ha lanciato una nuova Call to Action<\/a> <\/strong>diretta a banche e istituti finanziari per promuovere la transizione a un’economia nature positive<\/em>.<\/span><\/p>\n<\/div>

Quali sono le ragioni dietro la Call to Action?<\/strong><\/h2>\n

Gli esseri umani hanno sempre fatto affidamento sulla natura e sui servizi che essa fornisce per il loro sviluppo e la loro prosperit\u00e0. Secondo un recente rapporto del World Economic Forum<\/a>, scritto in collaborazione con PwC- UK, pi\u00f9 della met\u00e0 del Prodotto interno lordo (PIL) globale dipende in misura moderata o elevata dalla natura<\/strong> ed \u00e8 quindi esposto a gravi rischi finanziari derivanti dal degrado ambientale. In particolare, le industrie direttamente dipendenti dalla natura – come l’agricoltura o la pesca – generano il 15% del PIL globale, mentre quelle moderatamente dipendenti ne generano circa il 37%. Molti esperti concordano sul fatto che il degrado ambientale causer\u00e0 crescenti perdite finanziarie e instabilit\u00e0 economica. Allo stesso tempo, per\u00f2, ogni anno vengono utilizzati dai 700 agli 800 miliardi di dollari per finanziare pratiche non sostenibili dal punto di vista ambientale<\/strong>, come l’uso eccessivo di pesticidi e la monocoltura per il deterioramento del suolo. <\/span><\/p>\n<\/div>

Qual \u00e8 il ruolo delle banche e degli istituti finanziari?<\/strong><\/h2>\n

Le banche centrali e le istituzioni finanziarie possono essere alleati fondamentali nella lotta contro il cambiamento climatico e la perdita di biodiversit\u00e0. Queste due crisi sono infatti intrinsecamente legate agli investimenti, ai sussidi e ai prestiti che ricevono dalle banche e dalle organizzazioni finanziarie<\/strong>. Poich\u00e9 queste istituzioni esistono per garantire la stabilit\u00e0 finanziaria e dei prezzi, un’azione preventiva per mitigare i rischi legati al degrado ambientale non solo \u00e8 necessaria in termini di sviluppo economico e finanziario, ma rientra anche nel loro mandato. Negli ultimi anni sono stati compiuti alcuni passi positivi: ad esempio, sempre pi\u00f9 banche hanno pubblicato informative finanziarie sul clima. Sebbene questo sia stato un primo passo fondamentale, non \u00e8 sufficiente per ottenere un impatto significativo.\u00a0<\/span><\/p>\n<\/div>

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Quali sono gli obiettivi della Call to Action?<\/strong><\/h2>\n

La nuova Call to Action lanciata dal WWF si rivolge alle banche centrali e alle autorit\u00e0 finanziarie di tutto il mondo affinch\u00e9 agiscano come agenti precauzionali e utilizzino tutti gli strumenti disponibili per affrontare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversit\u00e0. In particolare, l’appello incoraggia le banche centrali e le istituzioni finanziarie a:\u00a0<\/span><\/p>\n