{"id":12918,"date":"2022-02-15T11:27:13","date_gmt":"2022-02-15T10:27:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/?p=12918"},"modified":"2026-10-05T12:01:14","modified_gmt":"2026-10-05T10:01:14","slug":"eudr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.etifor.com\/it\/aggiornamenti\/eudr\/","title":{"rendered":"Il nuovo Regolamento Europeo sulla Deforestazione Zero (EUDR): sfide e opportunit\u00e0<\/span>"},"content":{"rendered":"
\"EUDR:<\/span><\/div>
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Che cos\u2019\u00e8 il Regolamento EUDR?<\/b><\/h2>\n

La principale causa della deforestazione nei Paesi tropicali \u00e8 il disboscamento legato all\u2019espansione delle aree agricole per la produzione di commodities come soia, olio di palma, carne, cacao<\/a> e caff\u00e8. Secondo la FAO, tra il 1990 e il 2025<\/a> nel mondo sono stati persi circa 203 milioni di ettari di foreste<\/strong>, un\u2019area grande quanto met\u00e0 dell\u2019Unione Europea.<\/span><\/p>\n

L’Italia non \u00e8 estranea a questo fenomeno.<\/strong> Secondo il report “Deforestation Made in Italy”<\/a><\/strong>, i consumi italiani degli stessi prodotti oggi regolati dall’EUDR – olio di palma, carne e pelli bovine, soia, legno, caff\u00e8, cacao e gomma naturale – hanno messo a rischio 594.000 ettari di foresta tra il 2005 e il 2023<\/strong>, collocando l’Italia al terzo posto in UE per deforestazione incorporata pro capite. \u00c8 proprio su queste categorie di prodotto che si concentra l’obbligo di due diligence introdotto dal Regolamento.<\/p>\n

Per contrastare questa tendenza, l\u2019UE ha introdotto un nuovo quadro normativo che punta a rendere le filiere pi\u00f9 trasparenti, responsabili e sostenibili. Il <\/span>Regolamento (UE) 2023\/1115 sui prodotti senza deforestazione<\/a><\/b> (EU Deforestation-free Regulation, EUDR) mira a garantire che materie prime come soia, olio di palma, carne bovina, cacao, caff\u00e8, gomma e legno, e molti prodotti derivati, immessi sul mercato UE o esportati da esso, non provengano da terreni deforestati e rispettino la legislazione del Paese di produzione.<\/span><\/p>\n

L\u2019EUDR richiede agli operatori di implementare sistemi di <\/span>due diligence<\/a> rafforzata<\/b>, basati sulla tracciabilit\u00e0 fino alle unit\u00e0 produttive e sulla geolocalizzazione delle parcelle, per valutare e ridurre il rischio di deforestazione incorporata lungo le filiere.<\/span><\/p>\n

Risultati e limiti dell\u2019EUTR<\/b><\/h2>\n

Per comprendere meglio i presupposti della nascita e della struttura dell\u2019EUDR, \u00e8 necessario fare riferimento al suo precursore: lo <\/span>European Timber Regulation (EUTR)<\/b>. A dieci anni dalla sua adozione, questo regolamento ha raggiunto alcuni risultati positivi,<\/strong> come la diminuzione delle importazioni di legname illegale nell\u2019UE, una maggiore consapevolezza degli operatori di mercato rispetto ai tagli forestali illegali e un rafforzamento dei controlli lungo le catene di approvvigionamento.<\/span><\/p>\n

Tuttavia, il conseguimento degli obiettivi della normativa si \u00e8 rivelato spesso complesso e problematico, a causa di un percorso di attuazione dispendioso<\/strong> in termini di tempo e risorse.<\/span><\/p>\n

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Criticit\u00e0 nell\u2019implementazione dell\u2019EUTR<\/b><\/h2>\n

Le difficolt\u00e0 riscontrate nell\u2019attuazione dell\u2019EUTR hanno aperto una riflessione sulle criticit\u00e0 che potrebbero incidere anche sull\u2019implementazione dell\u2019EUDR negli Stati membri. In particolare, la carenza di risorse umane e finanziarie attribuite alla Commissione e alle autorit\u00e0 competenti, i ritardi iniziali nell\u2019applicazione del regolamento in alcuni Paesi e un numero limitato di controlli, accompagnati da sanzioni non uniformi, hanno ostacolato un\u2019interpretazione condivisa e un\u2019applicazione coerente della normativa, soprattutto nelle fasi iniziali.<\/span><\/p>\n

Entrata in vigore dell\u2019EUDR e processo di semplificazione dell\u2019Unione europea<\/b><\/h2>\n

Nonostante l\u2019iniziale volont\u00e0 di una rapida implementazione del Regolamento sulla deforestazione zero (EUDR), l\u2019entrata in vigore del Regolamento sta subendo rallentamenti. Gi\u00e0 posticipato di un anno a dicembre 2024, \u00e8 stato nuovamente modificato nel 2025 nell\u2019ambito del processo di semplificazione normativa promosso dalla Commissione europea.<\/span><\/p>\n

A partire da febbraio 2025, la Commissione ha infatti presentato la <\/span>\u201c<\/b>Bussola per la competitivit\u00e0<\/b><\/a>\u201d<\/b>, un\u2019iniziativa volta a ridurre del 25% gli oneri di rendicontazione e ad alleggerire il carico amministrativo per le imprese.<\/span><\/p>\n

Accanto all\u2019EUDR, anche la <\/span>Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)<\/b><\/a> e la <\/span>Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD)<\/b> sono state coinvolte nel processo, attraverso l\u2019approvazione del pacchetto <\/span>\u201c<\/b>Omnibus I<\/b><\/a>\u201d<\/b>. La CSRD richiede alle imprese di rendicontare in modo strutturato impatti e rischi ambientali, come biodiversit\u00e0 e uso del suolo, mentre la CSDDD introduce l\u2019obbligo di identificare, prevenire e mitigare gli impatti negativi ambientali e sociali lungo l\u2019intera catena del valore.<\/span><\/p>\n

Nel loro insieme, EUDR, CSRD e CSDDD costituiscono un pacchetto normativo integrato che agisce su tre leve complementari:<\/strong><\/span><\/p>\n